Covid, malati e sani nel corridoio

Ospedale, protesta il consigliere Forte: «Sono indignato, non c’è disinfestazione»
VASTO. I pazienti contagiati dal Covid e ricoverati all'ospedale San Pio per fare analisi e accertamenti devono attraversare lunghi corridoi condivisi da tantissimi altri utenti. «Una gogna», afferma il consigliere comuna le Giuseppe Forte (Pd), «che non rispetta la privacy del paziente e mette a rischio anche la salute di chi passa lungo i corridoi subito dopo un paziente Covid. Sono indignato», racconta Forte, «per quanto ho visto con i miei occhi martedì alle 13,15 lungo il corridoio al piano terra dell’ospedale. Stavo percorrendo quel tragitto, seguendo le frecce collocate sul pavimento, quando sono stato invitato, come gli altri cittadini presenti in quel momento in quel punto del nostro presidio ospedaliero, da un guardia giurata a fare marcia indietro ed entrare in una spazio aperto che immette nel reparto Utic del presidio sanitario. Motivo di tale “dirottamento” il passaggio nel corridoio di un paziente contagiato dal Covid a piedi dinanzi ai nostri occhi, come un Cireneo, con a fianco un infermiere “alabardato” di tutto punto. Una scena che non avrei voluto vedere e che mi ha sconvolto non poco. Mi sono chiesto e se quel paziente fossi stato io o un mio famigliare? Lascio immaginare i commenti di chi come me ha assistito a quel passaggio. Passato il paziente i presenti si sono mostrati titubanti nel riprendere il cammino lungo quel corridoio di accesso al San Pio confidando in una immediata disinfestazione degli ambienti. Nulla di tutto questo. Di lì ad un minuto il “traffico” nel corridoio (non arieggiato) è tornato regolare come se nulla fosse accaduto. Mi chiedo e chiedo al direttore Generale della Asl, Thomas Schael, ma nel nostro ospedale non esiste una “zona grigia” destinata ai pazienti Covid? Quali sono le misure di sicurezza sanitaria che vengono adottate allorquando un malato di Covid entra all'ospedale San Pio?».
Il sindaco Francesco Menna condividendo a pieno le preoccupazioni di Forte chiede al manager della Asl: «Perché, visto che la cucina non è stata e non sarà riaperta, non usare quei locali più vicini a dove vengono fatti esami e radiografia per ospitare i pazienti Covid? La privacy dei contagiati verrebbe garantita e si eviterebbero rischi per gli altri utenti». (p.c.)
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