Covid, nove donne verso il parto Ma sono positive e senza vaccino

6 Gennaio 2022

Appello del professor Liberati: «Immunizzarsi è fondamentale, il contagio in gravidanza è rischioso» Il mese scorso nati 5 bambini da neo mamme con il virus, ieri mattina un altro: il piccolo sta bene

CHIETI . Non sono state mai così tante tutte insieme. Nove donne incinte positive al Covid-19 e non vaccinate contro il virus, prossime al parto, sono attualmente sotto le cure dell’unità operativa di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Chieti diretta dal professor Marco Liberati. Un’altra, sempre positiva, ha partorito ieri mattina: il bambino è in buone condizioni ed è assistito dalla Neonatologia e terapia intensiva neonatale coordinata dal professor Diego Gazzolo. Ma non è tutto, perché i numeri diventano ancor più significativi se si contano le altre cinque contagiate che hanno dato alla luce i loro bimbi prima di Natale: per una di queste, non vaccinata, era stato necessario fare ricorso alla respirazione assistita.
«Il Covid-19 in gravidanza mette a rischio le mamme e gli stessi neonati», spiega Liberati, che spinge per le vaccinazioni. «Tutte le società scientifiche di ginecologia e ostetricia, il ministero della Salute e gli studi condotti fin qui evidenziano che il vaccino è sicuro e rappresenta una barriera fondamentale allo sviluppo della malattia e delle sue complicanze. Non è sufficiente stare al riparo dentro casa, la variante Omicron ha una capacità di diffusione incommensurabilmente più elevata rispetto alle altre forme. Tant’è che finora non avevamo mai dovuto fronteggiare tanti casi in contemporanea».
Per le donne positive al virus è previsto un percorso Covid-19 separato dalle altre partorienti. A loro è dedicata un’area del blocco operatorio Covid-19 del Santissima Annunziata per la fase del travaglio, il parto naturale o con taglio cesareo. Successivamente i bambini vengono assistiti dai neonatologi, quando necessario in terapia intensiva. Le neo mamme positive vengono trasferite in Malattie infettive o negli altri reparti Covid, dove ricevono assistenza dal personale dell’unità operativa che le ospita e quella specialistica dei ginecologi, nonché dalle ostetriche coordinate da Cinzia Di Matteo, che si recano da loro indossando i necessari dispositivi di protezione.
«Teniamo anche conto», evidenzia dati alla mano la ginecologa Francesca Di Sebastiano, «che il reparto di Ostetricia e ginecologia continua a svolgere, grazie all’abnegazione e al senso del dovere di tutto il personale, un grande lavoro di assistenza. Nell’anno appena concluso», continua la dottoressa, «abbiamo registrato 1.683 parti con 1.727 bambini nati. Si tratta di un incremento del 10 per cento rispetto al 2020: sono numeri assai significativi, se si considera che a livello nazionale nello stesso periodo c’è stato un decremento del 15 per cento dei nuovi nati».
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