Covid, più casi tra i 40 e 50 anni L’esperto: «Ora serve prudenza»

23 Gennaio 2022

Omicron prevale anche tra i nuovi ricoveri, l’infettivologo Vecchiet mette in guardia sulla variante: «I non vaccinati rischiano forme gravi della malattia, in futuro dosi ogni anno come per l’influenza»

CHIETI . I dati presentati dalla Asl nei giorni scorsi parlavano chiaro: l’80 per cento dei ricoverati è alle prese con la variante Omicron. Una tendenza analizzata anche dal professor Jacopo Vecchiet, primario del reparto di malattie infettive dell’ospedale di Chieti, che avverte: «Non è meno pericolosa, soprattutto per i non vaccinati».
IN OSPEDALE
L’esperto illustra subito quella che è la situazione all’interno del suo reparto: «In questo momento abbiamo quotidianamente dimissioni di pazienti guariti, ma allo stesso modo ne accogliamo di nuovi. C’è ancora una richiesta di ricovero e nell’80 per cento dei casi si tratta di persone non vaccinate», avverte il primario. Più in generale da qualche giorno si parla del raggiungimento del picco dei contagi: «Abbiamo prima pagato la circolazione del virus per via delle festività natalizie, adesso diversi casi sono dovuti alla ripresa delle lezioni e delle attività produttive. Questa, però, sembra la fase del plateau, poi dovremmo avere una riduzione dei contagi. Almeno questa è la speranza», continua Vecchiet.
I VACCINI
L’esperto ribadisce l’importanza delle vaccinazioni: «Ritengo si sia consolidata una situazione per cui sono i soggetti non vaccinati ad avere quadri respiratori più complessi, con la necessità di un’assistenza respiratoria. Ci sono poi soggetti con comorbilità importanti». Quindi Vecchiet avvisa le persone che nutrono ancora perplessità nel vaccino: «Omicron è una variante che non va sottovalutata, soprattutto tra le persone non immunizzate. Queste possono andare incontro a quadri respiratori gravi».
BOOM DI CONTAGI
Chieti è una delle città sotto stretto monitoraggio da parte della Asl nelle ultime settimane per il notevole incremento di positività al Covid: «Pensavo potesse essere dovuto alle scuole, ma dai recenti dati sono rimasto colpito nel notare che la maggiore incidenza dei casi si riscontra nella fascia di età tra 40 e 50 anni. È un discorso legato alla grande capacità del virus di diffondersi, a fronte di un calo dell’attenzione di ognuno di noi», afferma il primario di Malattie infettive.
LE SCUOLE CHIUSE
Intanto ieri e domani a Chieti le scuole restano chiuse per contenere i contagi e permettere un riallineamento del sistema di tracciamento, che è andato in affanno. «Immagino che per le famiglie sia un disagio», continua l’esperto. «Sicuramente non è stato un provvedimento preso a cuor leggero, però sono favorevole perché in questo momento la prudenza deve guidarci».
TRE DOSI
Infine un accenno a quel che accadrà dopo aver ricevuto le terze dosi. Basteranno? «È un quesito che per ora resta aperto», conclude il primario. «Personalmente penso che nel prossimo futuro dovremo vaccinarci ogni anno, perché le dinamiche del Covid saranno simili a quelle dell’influenza».
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