Covid, positivo monsignor Forte

Chieti. Domenica l’arcivescovo non sarà alla processione del Corpus domini
CHIETI . Torna domenica prossima l’Infiorata del Corpus domini. Alle 18 è prevista la messa nel cortile del Seminario regionale con i parroci e sacerdoti teatini (non ci saranno altre messe in città), a seguire alle 19 ci sarà la processione eucaristica lungo corso Marrucino. Ma a passare per primo sul tappeto di fiori che dalla mattina sarà sistemato lungo il Corso, questa volta non sarà l’arcivescovo Bruno Forte, ma il suo vicario zonale don Michele Panissa. Monsignor Forte quest’anno non potrà prendere parte alla processione perché ha contratto il Covid.
Lo ha fatto sapere lo stesso arcivescovo, precisando di aver avvertito alcuni «leggeri sintomi di raffreddore» lunedì scorso, sintomi che lo hanno «indotto a fare il tampone per la verifica dell’eventuale contagio da Covid. Sono risultato positivo, sebbene di fatto asintomatico. Ho pertanto dovuto sospendere tutti gli impegni di questi giorni. In particolare, sabato prossimo sarà il vicario zonale per Vasto, don Gianni Sciorra, a presiedere la celebrazione e la processione eucaristica del Corpus Domini a Vasto alle ore 18. Domenica, sempre alle 18, il vicario zonale per Chieti, don Michele Panissa, presiederà la celebrazione e la processione eucaristica a Chieti, che si concluderà in piazza Valignani, dove dal balcone dell’Arcivescovado impartirò la benedizione eucaristica. Prego il Signore», dice ancora monsignor Forte, «di potermi rimettere quanto prima in modo da presiedere la liturgia di ordinazione di don Daniele Di Michele, prevista per il giorno 23 giugno alle 17. Nel caso fossi ancora positivo, ho chiesto a sua eccellenza monsignor Domenico Scotti di sostituirmi».
Intanto la macchina dell’Infiorata si è rimessa in moto. Le parrocchie si sono autotassate per permettere la realizzazione della manifestazione che prevede quadri colorati composti con petali e foglie lungo corso Marrucino.
Uno spettacolo sempre di grandissimo effetto, organizzato dalle parrocchie e dalle associazioni cittadine, ognuna delle quali compone e realizza ogni singolo quadro dell’Infiorata. Il tappeto colorato rimane a terra poche ore, fino a quando, cioè, non passa la processione del pomeriggio che scompiglia i quadri realizzati. (a.i.)
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