Covid, primo paziente curato con anticorpi

Vasto. Partita con successo al San Pio la sperimentazione endovenosa. Oggi altri tre trattamenti
VASTO. È partita con successo all’ospedale San Pio, su autorizzazione della Asl, la cura sperimentale dei pazienti contagiati dal Covid con anticorpi monoclonali. Il primo paziente a cui l’infusione endovenosa è stata eseguita mercoledì, ha sortito gli effetti auspicati con soddisfazione del direttore sanitario Angelo Muraglia e della dirigente medico del presidio, Francesca Tana. Oggi saranno curati altri tre pazienti. Soddisfatto anche il primario di Malattie infettive, Maria Pina Sciotti. È lei il medico referente per la somministrazione. È lei che decide chi può ricevere il trattamento, in base alle linee guida nazionali e alle comunicazioni del medico di base del paziente.
«Il primo paziente», dice il primario, «un uomo di 73 anni sta bene e posso dire con certezza, visto che sono passate più di 24 ore dalla terapia, che ha risposto bene al trattamento. L'anziano non ha sviluppato la patologia severa e sta meglio. Il ruolo del medico di base è fondamentale. Gli anticorpi monoclonali hanno effetto solo nelle fasi iniziali del contagio», spiega il primario.
Dove e come si curano i pazienti Covid con la terapia sperimentale? «Il trattamento», spiega la dottoressa Sciotti, «avviene in un ambiente protetto. Al San Pio sono stati adattati i locali del day hospital. Secondo le linee guida l’utilizzo degli anticorpi monoclonali è riservato unicamente a soggetti di età maggiore di 12 anni, positivi per Covid-19, non ospedalizzati per Covid-19, non in ossigenoterapia per Covid-19, con sintomi di grado lieve-moderato di recente insorgenza (e comunque da non oltre 10 giorni). Il paziente ci viene segnalato dal medico di base. Una volta portato al San Pio viene sottoposto a severi controlli. Innanzi tutto verifichiamo se le sue condizioni permettono la cura, vengono fatti prelievi e un elettrocardiogramma. Se tutto è a posto si procede con l'infusione endovenosa di anticorpi monoclonali che, in sostanza, sono proteine prodotte dal nostro sistema immunitario per difenderci. L'infusione dura circa un'ora. Il paziente viene controllato costantemente. Finita l'infusione il paziente resta in ospedale un'altra ora per verificare e prevenire l'insorgere di reazioni. Finita l'osservazione il paziente torna casa».
La Asl ha deciso di sperimentare la cura con gli anticorpi monoclonali a Chieti e a Vasto. «A Vasto il primo paziente ha risposto bene», prosegue Sciotti, «domani (oggi per chi legge, ndc) cureremo altri tre pazienti. Ogni settimana le infusioni si faranno il lunedì, mercoledì e venerdì di pomeriggio. Tre al giorno, quindi 9 a settimana. Ripeto: è fondamentale il ruolo dei medici di base perché l'infezione da Covid-19 va aggredita nelle fasi precoci dell'infezione. La cura è buona a tutte le età. Per gli anziani è buona perché per nulla invasiva». (p.c.)
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