Covid, superati i 100mila contagi: i reparti in ospedale si riempiono

Crescono i ricoveri al Santissima Annunziata, Vecchiet (Malattie infettive): «Più positivi dopo Pasqua» Gli esperti si appellano alla popolazione: «La pandemia non è terminata, serve il buon senso di tutti»
CHIETI . Il Covid continua a correre in tutta la provincia di Chieti, dove sono stati superati i 100mila contagi dall’inizio della pandemia. Un numero alto che va di pari passo con l’aumento dei malati per cui si rende necessario il ricovero in ospedale. I due reparti Covid del Santissima Annunziata di Chieti tornano ad affollarsi, come testimoniano anche le parole del professor Jacopo Vecchiet, direttore di Malattie infettive, dove fino a ieri mattina si contavano tutti i posti letto occupati.
REPARTO PIENO
«Stiamo assistendo ad un fenomeno che era prevedibile», dice il professor Vecchiet, «nei giorni di Pasqua la circolazione delle persone è aumentata così come la diffusione del virus. Oggi i nostri 30 posti letto sono praticamente tutti occupati. I malati con il quadro clinico peggiore sono per lo più anziani fragili, ma anche pazienti più giovani che non sono vaccinati». Secondo il primario, dunque, c’è stato il tanto temuto “effetto Pasqua”. E tra una settimana ci sarà un nuovo cambio di regole verso il ritorno alla normalità: «È giusto che sia così», è il pensiero di Vecchiet, «però mi piacerebbe che al di là delle disposizioni ci fosse in ogni situazione un’autovalutazione da parte dei cittadini sulle giuste precauzioni da prendere per evitare rischi».
LA GESTIONE
Allo stato attuale sono due i reparti Covid all’ospedale Santissima Annunziata di Chieti: si tratta di Malattie infettive diretta dallo stesso Vecchiet e la Pneumologia. «Ad Atessa, invece, finiscono i casi a bassa intensità», spiega Francesco Cipollone, direttore della Medicina 1. Lì, in sostanza, vengono trasferiti i pazienti positivi ma non gravi. «Questa organizzazione ci permette di mantenere aperti i reparti di Medicina per i pazienti no Covid», aggiunge Cipollone.
IL TRACCIAMENTO
Di buon senso da attuare parla Liborio Stuppia, direttore del laboratorio di genetica molecolare dell’università d’Annunzio: «Non possiamo in alcun modo abbassare la guardia e, soprattutto, va inteso che il progressivo alleggerimento delle misure, non vuol dire che il Covid non c’è più. Significa piuttosto che è terminato quell’insieme di provvedimenti governativi atti a tutelare la situazione, ma sta alla sensibilità individuale di ognuno continuare a stare attenti». Stuppia conferma che negli ultimi giorni c’è stato un aumento dei casi, tuttavia non parla di impennata dopo le feste di Pasqua: «Infatti partivamo già da un numero di positivi altissimo», sostiene. Sui dati particolarmente alti sul territorio provinciale, quindi, dice: «Sono dovuti anche al fatto che il monitoraggio funziona. I controlli sono tanti ma sono comunque sostenibili. Tutto ciò permette di fare il tracciamento, che è la cosa più importante».
I CONSIGLI
Il direttore del laboratorio di genetica molecolare dell’università d’Annunzio quindi si appella alla popolazione: «Il virus circola ancora e, inoltre, notiamo che con Omicron ci sono casi per cui la positività si protrae anche per 20 giorni». Ed allora Stuppia va avanti: «Mi sento di raccomandare di continuare, comunque, a portare le mascherine negli ambienti affollati e al chiuso. Più in generale di proseguire nell’osservanza di quelle semplici regole di comportamento che non ci costano molta fatica». Ed a chi non si è vaccinato: «L’invito è ad immunizzarsi, perché in caso di contagio rischiano di sviluppare la forma grave della malattia».
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