Cozzolino in aula nella veste di imputato

10 Maggio 2018

Oggi, con altri giudici, il processo al collaboratore di giustizia: è accusato di associazione mafiosa, estorsione e traffico di droga

VASTO. Processo Adriatico. Il 7 ottobre 2017 la Corte d’appello ha escluso l’esistenza dell’associazione a delinquere e prescritto le accuse per i 62 imputati condannati in primo grado con il 416 bis a un totale di 299 anni di carcere. Loro sono ora in attesa dell’ultimo grado di giudizio in Cassazione. Lorenzo Cozzolino, il collaboratore di giustizia che ha dato vita al processo, compare oggi in aula in veste di imputato e con lui altri 17 indagati che hanno chiesto il rito abbreviato. Anche per loro l’accusa è associazione di tipo mafioso, estorsione e traffico di sostanze stupefacenti. Ma dopo la sentenza della Corte d’appello può accadere di tutto. Cozzolino con le sue rivelazioni da brividi fatte 5 anni fa sollevò un inquietante velo sulla cronaca Vastese. Con Cozzolino compaiono in veste di imputati, la moglie, Italia Belsole, la figlia Giovanna, e alcuni personaggi chiave delle sue rivelazioni, Carmine e Ferdinando Bevilacqua, l’argentino German Ochsyadt, Lucia Suchella, più figure minori. Diciotto delle 81 persone finite in giudizio al termine della maxi operazione “Adriatico”, scaturita dalle confessioni ripetute più volte in videoconferenza. Cozzolino ha svelato un presunto patto con i rom per la gestione del traffico della droga dalla Campania all’Abruzzo. Anche oggi non è in aula ma segue la discussione del processo e le richieste del pm in video-conferenza nell’aula del tribunale dell’Aquila. Un esercito di avvocati sta preparando in queste ore le arringhe difensive, fra loro Giovanni Cerella, Fiorenzo Cieri, Marisa Berarducci, Arnaldo Tascione, Antonello Cerella. Raffaele Giacomucci, Emanuela De Nicolis, Nicola Artese, quest’ultimo legale di Cozzolino. Il collaboratore di giustizia ha ripetuto più volte le inquietanti rivelazioni fatte nel 2013 e ritenute attendibili dagli investigatori arrivando ad accusarsi dell’omicidio del suocero. Pare che sia stato proprio l’omicidio a portare l’ex capo clan a Gissi. Tanti i nomi snocciolati e i personaggi coinvolti, compresi i familiari. Un anno fa il processo a Cozzolino è stato affidato a nuovi giudici.
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