Crac da due milioni: condannato a 6 anni

19 Novembre 2014

Imprenditore di Bucchianico vendeva animali a San Giovanni Teatino. Assolti gli altri tre imputati

CHIETI. Sei anni di reclusione per una bancarotta fraudolenta di cirda due milioni di euro. Il tribunale di Chieti, (presidente Geremia Spiniello a latere Patrizia Medica e Andrea Di Berardino) ha per questo condannato Luciano Cavallucci, 63 anni originario di Bucchianico, ex amministratore della Blue Ocean, una azienda di San Giovanni Teatino che svolgeva attività di commercio di ingrosso di animali e la posa in opera di arredamenti agricoli, fallita nel dicembre del 2008.

L’uomo in base all’accusa originaria per la quale la procura aveva chiesto il rinvio a giudizio, era imputato insieme ad altri 3: Alessandro Bernardi, 51 anni di Pescara, (magazziniere. Francesco Fiucci, 51 anni di Pescara (amministratore di fatto) e Raffaele Mazzaferro, 43 anni di Pescara, legale rappresentante di un’altra società che secondo l’originaria accusa aveva commistioni con la Blue Ocean. Tutti è tre sono stati assolti dalle accuse.

Cavallucci invece è stato riconosciuto colpevole di aver distratto o comunque occultato tutti i beni del patrimonio sociale, così da creare una passività di 1.850.000 euro. In particolare due camion, tre furgoni gran volume e auto di rappresentanza, impianti ed arredi che erano stati messi a disposizione del personale dipendente per un valore di 150mila euro; 1.700.000 di denaro contante che avrebbe dovuto versare a banche e fornitori, nel cui importo vanno considerati 660.160 euro relativi ad acquisti a un imprenditore austriaco non compiutamente individuato. Inoltre Cavallucci ha ceduto merce per un valore di 140mila euro a una ditta della Romania anche questa non identificata dagli investigatori.

Cavalucci è stato riconosciuto colpevole anche di aver distrutto i libri e altre scritture contabili della società Bluie Ocean in tal modo da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio. Tutto questo dal 2006 fino alla data del fallimento.

L’imprenditore era accusato anche di aver evaso il fisco per un importo di 50mila euro. Soldi che non aveva versato, secondo l’accusa, le imposte dovute allo Stato in base alla dichiarazione dei redditi del 2005 e del 2006. Ma il tribunale ha dichiarato questo reato prescritto.

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