Crediti per tre milioni di euro La Coop di Supino pignora la Asl

Si chiama “Azzurra” e da vent’anni svolge a Chieti il servizio di assistenza domiciliare integrata Ma l’Azienda sanitaria non paga o lo fa in netto ritardo: i 170 dipendenti sono alla disperazione
CHIETI. Terzo decreto ingiuntivo all’indirizzo della Asl da parte della cooperativa Azzurra di Pietro Supino. Con crediti di oltre 3 milioni di euro, riguardanti fatture risalenti anche al 2011, la coop sociale non sa più come andare avanti. Dal 1996 è affidataria del servizio di assistenza domiciliare integrata (Adi) per conto della Asl, assicurando lavoro a 170 dipendenti, tutti soci lavoratori, che da tempo hanno problemi di stipendio. Da anni si va avanti con qualche acconto dalla Asl e soprattutto con prestiti in banca. Ma ormai la cooperativa è spalle al muro.
«“Siamo all’esasperazione, non c’è alcun motivo per cui l’Azienda sanitaria locale non possa pagare le nostre fatture. Sui servizi svolti non ci sono mai state contestazioni. E c’è pure una legge che fissa a 90 giorni il pagamento da parte della pubblica amministrazione. E’ solo grazie alla diponibilità nei nostri confronti della banca Prossima, l’istituto di credito che lavora con il terzo settore, se siamo riusciti a rimanere a galla sinora». Supino è un fiume in piena. Con lui, nella sede del centro di riabilitazione gestito in via Madonna della Vittoria, ci sono anche suo fratello Vittorio, il noto avvocato, e il consulente Maurizio Di Franco.
I DECRETI INGIUNTIVI. Sono due i decreti ingiuntivi che i giudici Nicola Valletta prima e Camillo Romandini dopo hanno autorizzato nei confronti della Asl. Il primo risale a giugno scorso, il secondo ad ottobre. Nei confronti del primo la Asl si è opposta, verso il secondo ha ancora qualche giorno di tempo per decidere se farlo o no. Comunque, quello che è importante sottolineare, è che, essendo la Asl ente pubblico non economico, è tutelata da un articolo di legge (art.14 decreto legge 669) che dice che non si può iniziare alcuna azione se non sono trascorsi 120 giorni. Che sommati ai 40 assegnati per proporre opposizione, fanno slittare di un altro anno i pagamenti.
Il terzo ricorso per decreto ingiuntivo (questa volta consegnato dall’avvocato Supino con la formula “provvisoriamente esecutivo”, il che dovrebbe accorciare i tempi di pagamento) è stato presentato in tribunale nella giornata di ieri.
IL SILENZIO DELLA POLITICA. Due durissime lettere sono state inviate al vice presidente del Csm, Giovanni Legnini, e all’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci. Ma nessuna delle due ha avuto l’esito sperato. «Paolucci», ha riferito Supino, «è anche venuto da noi. Ma la situazione non è cambiata di una virgola».
«VOGLIONO ANNIENTARCI». «La verità», aggiunge il consulente Di Franco, «è che dietro tutto questo c’è una precisa strategia di annientamento di questa realtà, come dimostra quanto è accaduto nella gara d’affidamento dei servizi di supporto assistenziale e ausliario, i cosiddetti Oss, che pure gestivamo per la Asl. Ora ci rimane solo il servizio Adi: dal 1996 portiamo avanti questo servizio sanitario importantissimo per la Asl, a costi bassissimi, perché le tariffe sono bloccate».
Il servizio di assistenza domiciliare viene gestito da terapisti e infermieri per 19,11 euro l’ora. Tariffa nettamente inferiore a tutte le altre realtà della zona. A Lanciano costa un euro in più, senza il servizio di trasporto e farmaci , e a Pescara la tariffa è di 24 euro per i terapisti e 28 per gli infermieri.

