Cremazione salme Spunta l’idea del referendum

16 Febbraio 2021

SAN SALVO . Manifesta preoccupazioni per l’impatto sulla qualità dell’aria e per le ripercussioni sulla immagine turistica della città. Il Comitato civico ambientalista di San Salvo si unisce al coro...

SAN SALVO . Manifesta preoccupazioni per l’impatto sulla qualità dell’aria e per le ripercussioni sulla immagine turistica della città. Il Comitato civico ambientalista di San Salvo si unisce al coro di quelli che, pur essendo favorevoli alla realizzazione di un forno crematorio, ne criticano la localizzazione all’interno del cimitero comunale, a pochissima distanza da una scuola e da un supermercato e a 700 metri dal centro storico.
Nel frattempo un gruppo di cittadini lancia la proposta di un referendum. «Temiamo prima di tutto l’impatto sulla qualità dell’aria, poiché ci risulta che durante la cremazione ci sia produzione di inquinanti atmosferici: polvere, monossido di carbonio, ossidi di azoto e zolfo, composti organici volatili, composti inorganici del cloro e del fluoro e metalli pesanti», sostengono i referenti del Comitato civico ambientalista. «Temiamo inoltre eventuali emissioni di mercurio, di zinco, di diossine-furani e di idrocarburi policiclici aromatici (Ipa). San Salvo è un centro a fortissima vocazione turistica: cosa accadrebbe in caso di guasti, che non sono così rari, con eventuali fumate nere in piena stagione estiva? Oltre alla salute pubblica rovineremmo anche l’immagine della cittadina che da anni vanta la Bandiera blu. Inoltre, quando il forno entrerà a regime, ci sarà anche un aumento del traffico veicolare in zona. Praticamente avremo altri 1.000 funerali extra ogni anno che, sommati all’aumento del traffico veicolare che produrrà anche Amazon e a quello turistico, ci esporranno ad ulteriori emissioni di ossidi di azoto. Non essendo contrari alla cremazione e poiché siamo consapevoli che il formo crematorio di San Salvo diventerà riferimento per tutta la Regione, pensiamo che sarebbe il caso di prevederlo in altra sede, assieme ai comuni circostanti».
Nel frattempo un gruppo di cittadini si accinge a raccogliere le firme per proporre un referendum consultivo. I promotori dell’iniziativa sono Antonia Schiavarelli e Pierluigi Ortolano, che criticano l’ubicazione, a loro dire sbagliata, in quanto vicina alle abitazioni, ad un polo scolastico e ad un supermercato. L’idea è quella di costituire un comitato per raccogliere le firme (ne dovrebbero servire 1.800) e proporre un referendum per far esprimere i sansalvesi sulla questione che tiene banco da qualche settimana. Nei giorni scorsi erano stati i consiglieri comunali del centrosinistra e l’ex sindaco Gabriele Marchese a manifestare la loro contrarietà sulla localizzazione. (a.b.)