Crepe larghe nella chiesa di Madonna del Carmine «La frana ora preoccupa»

22 Gennaio 2024

Timori in aumento per lo smottamento della collinetta della contrada I tecnici della curia: i danni sarebbero irreparabili, subito gli interventi 

LANCIANO. «La frana in atto lungo il fianco della collina fino al cimitero è in fase attiva e in rapida evoluzione e sta incrementando la velocità di distorsione della struttura della chiesa: bisogna intervenire». È l’esito della relazione che la curia di Lanciano-Ortona ha commissionato dopo che crepe e lesioni hanno colpito la chiesa di Madonna del Carmine, chiusa da un anno. I problemi non sono della chiesa ma della collina su cui questa sorge a causa di una frana attiva da una decina di anni sulla quale è necessario intervenire.
LA CHIESA CHIUSA
Crepe che si allungano e allargano nella chiesa e sul retro, un arco deformato, preoccupazione per i fedeli: è il 6 dicembre 2022 quando l’arcivescovo di Lanciano-Ortona, monsignor Emidio Cipollone, chiude la chiesa di Nostra Signora del Carmelo «per motivi di sicurezza, per salvaguardare l'incolumità dei fedeli, dopo un sopralluogo fatto dall’Ufficio diocesano per i beni culturali ecclesiastici viste le condizioni precarie». Una chiusura, dolorosa per la comunità, a cui seguono subito interventi della curia: puntellamenti e soprattutto il monitoraggio di un anno, mediante 15 fessurimetri bilineari, per seguire l’evoluzione del dissesto, capire come intervenire. Monitoraggio di cui ora è stato reso noto il risultato. E non è positivo.
LA RELAZIONEDall’analisi dell’architetto Maria Paola Cocco e dell’ingegnere Camillo Pantalone si evince che c’è stato un «repentino aumento della velocità di apertura delle lesioni» dall’inizio del monitoraggio fino a dicembre scorso. Addirittura il fessurimetro n° 12 nelle scorse settimane è stato ritrovato a terra e il suo valore è stato considerato pari al massimo dei valori riscontrati (7.50 mm). «Dai dati appare evidente come il dissesto sia in fase attiva e in rapida evoluzione», evidenziano i tecnici, «7 valori su 15 hanno spostamenti maggiori o uguali a 7 millimetri e per tutti i punti l’ultimo aumento rappresenta non meno del 50% dello spostamento totale». Significa che è in pericolo la tenuta stessa della chiesa. «La sua capacità di resistenza è già notevolmente compromessa, è a rischio di danni irreparabili che potrebbero portare al collasso di tutto o parte del manufatto con una perdita, oltre che di un polo identitario per gli abitanti della zona, anche di opere d’arte di un certo pregio», aggiungono i tecnici. Un allarme che però non coinvolge solo la curia, che ha già fatto anche di più di quanto le competeva, il monitoraggio, ha perimetrato l'area interessata dai cedimenti, coinvolge anche e soprattutto il Comune. Il problema è infatti causato da una frana in atto lungo il fianco della collina fino al cimitero, conosciuta a Palazzo di città e documentata da oltre dieci anni. «E cosa ha fatto il Comune in questi anni?» chiedono i residenti della zona.
GLI INTERVENTI«Dobbiamo fare dei sondaggi con dei geologi che nomineremo a breve per capire l’entità del movimento franoso e poi valutare lavori e costi», ha detto l’assessore ai lavori pubblici Paolo Bomba nelle scorse settimane affrontando il problema dei cedimenti della chiesa. Finora però non c’è traccia dei sondaggi, neanche dell’affidamento dei lavori. C’è però una relazione che la curia ha inviato già al Comune, ma anche alla Regione, al Genio civile e alla Protezione civile perché servono interventi urgenti e ingenti.
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