Cresce il numero dei migranti: aprono 4 centri di accoglienza

1 Agosto 2023

Le strutture per i minori non accompagnati a Chieti Scalo, Rapino, San Giovanni Teatino e Scerni  Via agli incontri in prefettura e ai sopralluoghi per valutare l’adeguatezza degli immobili scelti

CHIETI. È destinato a crescere il numero dei migranti in arrivo in provincia di Chieti. E la prefettura guidata da Mario Della Cioppa si sta già muovendo in modo tale da trovare soluzioni adeguate per l’accoglienza e, soprattutto, per evitare di trovarsi di fronte ad emergenze in caso di sbarchi oltremodo numerosi. Sono state così avviate le pratiche per arrivare alla creazione di almeno altri quattro Centri di accoglienza straordinaria (Cas) destinati a minori non accompagnati, ognuno dei quali capace di ospitare fino a venti ragazzi. Le strutture individuate, in seguito alle manifestazioni di interesse pubblicate periodicamente da ministero e prefettura, si trovano a Chieti Scalo, Rapino, San Giovanni Teatino e Scerni.
Si tratta prevalentemente di stabili o gruppi di appartamenti, strutture più piccole rispetto a quelle destinate a famiglie o maggiorenni più autonomi, affidate a cooperative o associazioni temporanee di imprese tra cooperative e associazioni. In particolare, per due di queste, si è fatta avanti l’Arci provinciale, che – ad esempio – già gestisce un Cas a Roccamontepiano, nel quale vengono assicurati tutti i servizi necessari a giovani migranti, da quelli relativi alla scolarizzazione all’eventuale sostegno psicologico. L’Arci ora dovrebbe attivare due nuove strutture a Chieti Scalo e a Rapino. Proprio qui la possibilità dell’apertura di un Cas aveva messo in allarme l’amministrazione comunale, con il sindaco Rocco Micucci che ieri ha convocato su due piedi un’assemblea pubblica a seguire il consiglio comunale programmato per ieri sera. Micucci aveva già avuto un colloquio telefonico con la prefettura la scorsa settimana, mentre ieri mattina aveva ricevuto la comunicazione ufficiale per l’avvio delle pratiche relative all’apertura del Cas: ovvero tutti i passaggi necessari con la commissione formata, tra gli altri, da Asl, prefettura, vigili del fuoco e forze dell’ordine. Il timore era quello di una “invasione” immediata di migranti in paese. Circostanza sulla quale il sindaco, a dispetto delle supposizioni più allarmistiche, ha ricevuto ampie rassicurazioni.
L’apertura dei Cas infatti non dovrebbe essere immediata, e non è scontato che vengano occupati né da subito né interamente. L’azione della prefettura è infatti indirizzata proprio ad evitare di farsi trovare impreparati in caso di sbarchi particolarmente numerosi, che di certo non sono esclusi, e che potrebbero congestionare il sistema di accoglienza come è attualmente strutturato.
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