Cresce la tensione tra gli alleati: tutti contro tutti in maggioranza

Pesanti strascichi dopo la diffusione del messaggio di Ferrara che aveva minacciato le dimissioni “Liberi a sinistra” spara a zero contro Pd e polo civico: «Chiarimento o si torni davanti agli elettori»
CHIETI. Si respira un clima da “Notte dei lunghi coltelli” nelle stanze di palazzo di città. La diffusione delle minacce di dimissioni da parte del sindaco Diego Ferrara, con il messaggio inviato alla viglia della riunione dei capigruppo, che doveva restare privato ma che tale non è rimasto, lascia non pochi strascichi. L’amministrazione di centrosinistra e liste civiche che governa Chieti è probabilmente entrata in uno dei momenti più difficili da quando, nell’autunno del 2020, ha preso il timone della città. No comment e bocche cucite tanto da parte del sindaco quanto del polo civico, mentre dalla maggioranza escono le dichiarazioni a dir poco pesanti dall’ala di sinistra della coalizione. I consiglieri Silvio Di Primio, Valentina De Luca ed Edoardo Raimondi che hanno per tutti gli “alleati”, a partire da Pd e civici.
IL MESSAGGIO DELLA DISCORDIA
Che la luna di miele tra le forze di maggioranza fosse finita da tempo non era certo un mistero, come non era un mistero che parole grosse fossero volate in più occasioni. Stavolta però il fatto di lavare i panni sporchi fuori casa è piaciuto meno che in altre volte. Ferrara, con un messaggio riservato in un gruppo WhatsApp di amministratori, aveva detto che si sarebbe dimesso in caso di defezioni alla riunione dei capigruppo, propedeutica alla convocazione del prossimo consiglio comunale. E ci sono state le assenze di Filippo Di Giovanni (Pd) e Barbara Di Roberto (Pd). Il messaggio di Ferrara (in pratica «se non vi presentate alla riunione mi dimetto») doveva dare una scossa. La diffusione da parte di alcuni esponenti di maggioranza rischia invece di dare uno scossone dal quale la coalizione difficilmente potrebbe riprendersi. Ad ogni modo Ferrara non ha voluto commentare la “fuga di notizie”, così come sulla questione hanno preferito glissare i civici. Per ora il sindaco si limita a congelare la “minaccia” di dimissioni, mentre a destra e a manca i più volenterosi lavorano, preferibilmente in silenzio, per ricucire l’ennesimo strappo.
LA SINISTRA SPARA A ZERO
Chi parla è invece il gruppo consiliare “Liberi a sinistra”, che spara a zero sulla coalizione alla quale, dopo l’ultimo rimpasto di giunta, aveva garantito solo appoggio esterno. «Ridicoli, irresponsabili e pusillanimi»: sono gli epiteti che il gruppo affibbia alla «maggioranza che sostiene (?) Ferrara. Alla luce di quanto sta accadendo, ci viene il dubbio che questa maggioranza da supportare esternamente non ci sia più», lamentano Di Primio, De Luca e Raimondi. I tre parlano di «schizofrenica posizione del capogruppo del maggior partito che sostiene la giunta (il Pd, ndr) che, puntualmente, fa mancare o cerca di far mancare il numero legale nelle conferenze dei capigruppo, determinando, di fatto insieme al polo civico, la paralisi dell’amministrazione». C’è poi «l’ormai palese contrasto tra parte della maggioranza e il polo civico che, a fronte di una rappresentanza di cinque consiglieri, detiene la carica di vicesindaco, tre assessorati, la vicepresidenza del consiglio comunale, innumerevoli deleghe consiliari e presidenze. Pare che gli appetiti», ironizzano non siano ancora soddisfatti», ironizzano Di Primio, De Luca e Raimondi.
L’ENNESIMO CHIARIMENTO
“Liberi a sinistra” chiede che «ognuno si assuma le proprie responsabilità in un confronto aperto, che determini se ci siano ancora le condizioni per andare avanti o tornare al giudizio dell’elettorato per porre fine a una situazione in cui viene meno il senso di responsabilità, paralizzando di fatto una città che la precedente amministrazione di centrodestra ha precipitato in un baratro senza fine».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

