Crisi e cibo invenduto nei negozi: «Così lottiamo contro gli sprechi»

Dai bar alle pasticcerie, a fine giornata i titolari recuperano i prodotti non acquistati dalla clientela Vengono consegnati ai poveri o offerti a minor prezzo su un’app. I commercianti: «Nulla va buttato»
CHIETI . Pochi prodotti ma ancora buoni. In tempi difficili come quelli attuali, dai bar ai forni, dalle pasticcerie alle pizzerie, a fine giornata i prodotti invenduti non finiscono nel cestino e i commercianti teatini li recuperano per donarli ai più bisognosi o per rivenderli a un prezzo più basso. Il Comune ha da poco annunciato la sinergia operativa con l’app anti spreco alimentare Too Good To Go. Ma a Chieti molti cittadini già sono organizzati per fronteggiare la crisi. C’è chi preferisce riportare a casa qualche cornetto per la propria famiglia e chi decide di regalare agli ultimi clienti le rimanenze. «In realtà a fine giornata fortunatamente rimane davvero poco», dice Marco Ciufici di M&M Cafè, «preferisco regalarlo a qualcuno». Rita Pasqualone di Nuovo caffè teate e Domenico Lacorte di bar Impero si organizzano con le quantità e arrivano a orario di chiusura con pochi alimenti invenduti: «Spesso li do ai clienti più affezionati», dice Lacorte. Anche le pizzerie, come La Ragnatela di Daniela Capecci, offrono un pezzo di pizza in più agli ultimi clienti pur di non buttarlo.
Altre attività, invece, riservano l’invenduto per chi è in difficoltà. «So che molte persone hanno perso il lavoro o non sono in un'ottima situazione economica e ciò che rimane sono ben felice di darlo a loro», dice Annamaria Leva del panificio lungo via Asinio Pollione. Altri, come il forno Marusco e il forno D’Onofrio si appoggiano direttamente al servizio Caritas o, come la pasticceria di Renata D’Orazio, ad associazioni di beneficenza. Ma in un periodo di rincari e bollette salate, anche i prodotti alimentari rimasti invenduti possono rappresentare una perdita economica per un’attività e, così, molti esercenti hanno deciso di unirsi alla rete Too Good To Go, l’applicazione contro gli sprechi alimentari. «In quasi un anno e mezzo, oltre 2000 box vendute», dice Lorenzo Carosella, titolare della gastronomia e macelleria Andreina a Chieti. «Confermiamo che è una buona occasione per non gettare il cibo e recuperarci qualcosa» dicono Chiara Venieri e Lorenzo Lapenna della caffetteria in via Toppi. Hanno aderito all’iniziativa anti-spreco anche il bar Gran Caffè Vittoria, il bar Supercinema, la caffetteria Punto venti e il mercato di Campagna Amica in via Arniense.
«All’inizio ero un po’ titubante ma dopo aver letto le recensioni ho aderito», spiega Ivano Robuffo di bar Venezia, «le persone vengono quasi tutti i giorni». Dopo un periodo di prova sull’app anche La Cocò de Claire sta pensando di riattivare il servizio: «Sicuramente lo riprenderemo in considerazione», dicono i titolari Stefano Grossi e Chiara Costantini, «all’inizio abbiamo notato che i clienti non avevano ben capito lo scopo di questo servizio e spesso ci chiedevano di inserire altri prodotti nel sacchetto». Secondo le regole del servizio, infatti, i commercianti inseriscono in una Magic box i prodotti invenduti durante la giornata senza, però, specificare il contenuto. Gli utenti, tramite l’applicazione scaricabile sul proprio telefono, possono individuare il locale più vicino a loro che aderisce all’iniziativa e acquistare la box ad un terzo del prezzo originale e pagare online. L’applicazione mira a contrastare gli sprechi alimentari per la salvaguardia del pianeta, oltre a voler dare una seconda occasione ai prodotti invenduti che, prosegue Robuffo, «sono tutti ottimi e freschi di giornata». Stando ai dati Coldiretti, solo nel 2021 in Italia ogni abitante ha sprecato circa 67 chili di alimenti. Che si acquisti scontato o lo si riceva in dono, sono molte le soluzioni che possono essere messe in campo per evitare di buttare il cibo.
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