Crisi in Comune, ripartono le trattative

La battaglia riprende in vista del voto sul consuntivo. Di Primio in silenzio, Di Biase: io e Giampietro reggiamo la barricata
CHIETI. Il giorno dopo l’approvazione del bilancio per il rotto della cuffia, il sindaco dimissionario Umberto Di Primio si chiude nel silenzio. Non vuole spiegare come farà ad andare avanti con soli 11 voti di maggioranza (compreso il suo), tanto che se non avesse avuto l’aiuto del consigliere d’opposizione Mario Troiano, la sua maggioranza non avrebbe neanche potuto garantire il numero legale. Dovrà cercare di ricucire con i cinque consiglieri forzisti (Marco D’Ingiullo, Emiliano Vitale, Maurizio Costa, Maura Micomonaco ed Elisabetta Fusilli), con gli altri due dell’Udc, Mario De Lio e Roberto Melideo e persino con il presidente del consiglio Liberato Aceto. Aceto è l’uomo che nella penultima seduta ha permesso il ritiro delle delibere sul bilancio assumendosi l’onere di fare quella che agli occhi di molti è sembrata una forzatura.
Le trattative riprenderanno dalle richieste avanzate a livello amministrativo: l’Udc insiste sui presunti errori che hanno provocato i rincari delle bollette Tari; FI sulle stabilizzazioni a Teateservizi, il maggior sostegno economico al Marrucino e il rimpasto di giunta. Una richiesta, quest’ultima, che ha come obiettivo quello di togliere le deleghe al commercio all’assessore Carla Di Biase. E lei, l’assessore sotto accusa entrata in Fratelli d’Italia assicurandosi un ombrello politico di peso all’interno della coalizione, non ha paura di esporsi il giorno dopo il consiglio sul bilancio, rivendicando il risultato ottenuto: «Sono io che ho parlato con Troiano quando ho capito che anche Aceto non sarebbe arrivato in Consiglio», dice senza mezzi termini, «sono io che sto reggendo la barricata in Comune, io», precisa, «insieme al vicesindaco Giuseppe Giampietro. Insieme stiamo cercando di ricompattare la maggioranza di centrodestra. Adesso è il momento di dire basta alle polemiche e alle prove muscolari: abbiamo messo in sicurezza il bilancio, ora andiamo avanti. Prendiamo spunto da quanto ha detto Aceto sul fatto che “non ci sono né vincitori né vinti”. Il sindaco faccia il sindaco: ci riunisca intorno a un tavolo e verifichi se ci sono le condizioni per andare avanti».
Di tempo non ce n’è molto. Perché il prossimo appuntamento consiliare importante è quello sull’approvazione del conto consuntivo 2018. Il documento doveva essere approvato entro il 30 aprile. Se il Consiglio non riesce ad approvarlo, arriva un commissario e scioglie il consiglio comunale.
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