Crisi Sevel, timori in Val di Sangro I sindaci: posti di lavoro a rischio

2 Settembre 2021

Produzione ferma fino a sabato, ma lo stop è destinato a proseguire per mancanza di forniture Martedì confronto tra i primi cittadini del Sangro Aventino, Borrelli (Atessa): «Siamo preoccupati»

ATESSA. Con molta probabilità proseguirà ancora il fermo produttivo in Sevel, che ha dovuto programmare una pesante battuta d’arresto per la mancanza di fornitura di semiconduttori che è costata allo stabilimento già 16 turni lavorativi in meno nelle ultime settimane. La Sevel è attualmente ferma fino alle 22.15 di sabato 4 settembre su tutti e tre i turni, ma ci si prepara al peggio visto che la carenza di materiale proveniente dall’Asia prosegue ed è prevista per tutto l’anno in corso. È un momento storico difficilissimo per l’azienda dei furgoni commerciali leggeri da poco sotto marchio Stellantis. Da un lato lo scontro sindacale per la mancata stabilizzazione di 705 precari e dall’altro i problemi di subfornitura che stanno arrestando una corsa produttiva che si sarebbe assestata oltre i 300mila veicoli quest’anno e che difficilmente potrà essere portata a termine.
Martedì a Vasto il segretario nazionale della Fim Cisl Ferdinando Uliano, ha ribadito le ragioni dello sciopero che sarà deciso al rientro delle maestranze sulle catene di montaggio. «Ci aspettiamo un segnale importante da parte di Stellantis sulle stabilizzazioni», ha affermato, «e se non si confermano questi lavoratori che operano da anni qualche dubbio ci viene». Come se non bastasse c’è l'incubo Polonia. Un nuovo stabilimento a Gliwice che sembra entrare direttamente in concorrenza con la Val di Sangro dal momento che produrrà, da aprile, 100mila furgoni l’anno e che l’indotto locale si sta già attrezzando per migrare oltre che per spedire fornitura necessaria ai furgoni polacchi. E la Val di Sangro trema. Martedì prossimo alle 18 è prevista una riunione di tutti i sindaci del Sangro Aventino per decidere le azioni da intraprendere. Capofila nell’iniziativa è il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli: «Siamo preoccupati», spiega, «se la crisi dei semiconduttori dovesse protrarsi nei prossimi mesi si potrebbe arrivare a una riduzione dei turni e dell’occupazione. E ci sono timori anche per il nuovo stabilimento in Polonia. Questa situazione esige, come richiesto dai sindacati, un serio approfondimento al tavolo di confronto nazionale, insediato lo scorso mese di giugno».
«Come sindaci», prosegue Borrelli, «siamo al fianco dei lavoratori e dei manager della Sevel e delle fabbriche dell’indotto. Ora più che mai è ancora più impellente l’approvazione del Cis (Contratto istituzionale di sviluppo) di “Industria sostenibile”, presentato al Governo nazionale e alla Regione, basato su un centro per l’innovazione e la ricerca nel campo dell’automotive, nella prospettiva di un miglioramento di tutte le infrastrutture: dal trasporto all’approvvigionamento energetico. È indispensabile che Governo e Regione si pronuncino al più presto sul richiesto “Cis Val Di Sangro” per i necessari investimenti che permettano una vera transizione ecologica che comporterà, ad esempio, entro un quindicennio, la completa sostituzione dei propulsori alimentati da carburanti fossili con quelli basati sulla tecnologia dell’idrogeno».