Cristo rubato, anche il sindaco denuncia

Rocca San Giovanni. Di Rito: gesto ignobile, speriamo che la statua non sia stata fusa. Ricompensa a chi la restituirà
ROCCA SAN GIOVANNI. Una rete a coprire il basamento in cemento orfano della statua del Cristo degli Abissi; la denuncia del furto anche da parte del sindaco Gianni Di Rito; la speranza che unisce la comunità di Vallevò, i pescatori e l’associazione di sub “Orsa Minore” di Lanciano di ritrovare la statua al più presto. Si indaga sul furto del Cristo degli Abissi. Domenica scorsa l’opera in bronzo realizzata dal compianto artista Vito Pancella nel 1994, è stata portata via dai fondali di Vallevò. A scoprire il furto sono stati alcuni sub dell’“Orsa Minore” che si erano immersi per la manutenzione della statua. Ma del Cristo dalle braccia spalancate in segno di accoglienza e lo sguardo rivolto al cielo non c’era neanche l’ombra. Era sparito, rubato.
«Avevamo programmato una nuova ispezione per oggi (ieri per chi legge, ndc) ma l’abbiamo rimandata per le condizioni avverse del tempo», spiega Andrea Monaco, presidente dell’associazione Orsa Minore, «volevamo analizzare uno specchio di acqua più ampio, ma solo per scrupolo. Non crediamo che la statua si sia staccata da sola». Qualcuno ha infatti ipotizzato che la statua, quando è stata ricollocata sul basamento il 5 agosto scorso, non fosse stata ancorata bene, e, in questi mesi potrebbe essersi staccata. «Era agganciata bene», risponde Monaco, «se ci fossero stati dei cedimenti li avremmo notati a dicembre, l’ultima volta che l’abbiamo vista e pulita».
L’associazione fa manutenzione al Cristo a dicembre, giugno e agosto - è un intervento volontario, senza obbligo se non quello dettato dal cuore - anche per evitare problemi, per vedere se ci sono rotture e cedimenti. «Se si fosse staccata», riprende Monaco, «visto il peso di 18 chili, la statua si sarebbe insabbiata. Poi sul basamento ho trovato una rete color sabbia messa a coprire il vuoto lasciato. Una volta rimosso, il Cristo ha lasciato un quadrato bianco sul basamento, una zona priva di concrezioni, alghe, cozze che si sarebbe vista in superficie perché “bianca”, pulita rispetto al resto del cemento; la rete invece non ha creato vuoti di colore. Inoltre i perni erano privi di viti. È stata smontata da sub professionisti».
«Quel Cristo era un simbolo di devozione e preghiera», dice il sindaco Gianni Di Rito che ha presentato a nome del Comune la denuncia del furto, «icona protettiva e rappresentativa dell’identità dei pescatori di Vallevò, che si rivolgevano a Lui prima di prendere il mare e lo ringraziavano al rientro. Un gesto ignobile di ladri: speriamo non abbiano fuso la statua per utilizzarne il bronzo. Siamo pronti a dare una ricompensa a chi la restituirà».
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