Crolla il balcone di una palazzina

31 Agosto 2020

Ortona. A pezzi gli appartamenti Ater di San Giuseppe, la rabbia degli inquilini

ORTONA . Un botto improvviso nella tarda mattinata di sabato, intorno alle 11.30, gli inquilini degli appartamenti affacciati fuori dalle finestre per capire cosa stesse succedendo e da lì la scoperta. In via Primavera sono crollati pezzi di un balcone di una palazzina dell’Ater di Chieti: è accaduto sabato, quando nel rione di San Giuseppe si è sfiorata la tragedia. I calcinacci sono venuti giù su un marciapiede del quartiere: se in quei momenti fosse passato qualcuno, si sarebbe rischiato un grave incidente. Per fortuna così non è stato, ma ora i residenti chiedono gli interventi attesi da anni.
«I fondi ci sono», dicono riferendosi alle palazzine gemelle di via Primavera al civico 1 e 10. «C’è il progetto numero 362 del 29 agosto 2011 con il quale si prevedono lavori nell’ambito del post terremoto dell’Aquila. Sono anni che sollecitiamo le opere di riqualificazione ma nulla è stato fatto. Quello che è accaduto sabato mattina è la testimonianza delle condizioni in cui si presentano questi edifici. Cosa aspettano ad intervenire? Deve scapparci un morto?».
Gli inquilini parlano di problemi strutturali: oltre ai balconi pericolanti, architrave piegati, infiltrazioni d’acqua dal tetto così come nelle verande. «Quando piove è un disastro», aggiungono, «chiediamo pubblicamente che vengano effettuate quelle opere di manutenzione che gli edifici meritano».
Le famiglie complessivamente interessate dai problemi sono diciotto, nove per ognuna delle due palazzine. Sabato dopo la tragedia sfiorata sono intervenuti i vigili del fuoco di Ortona insieme ai carabinieri e alla polizia municipale, che hanno provveduto ad effettuare i rilievi del caso. L’area è stata delimitata e probabilmente oggi si provvederà ad effettuare dei sopralluoghi, con la speranza che quanto accaduto possa essere stato utile ad accelerare i tempi per gli attesi interventi. «Che non si sia fatto male nessuno è stato solo un caso», concludono alcuni residenti, «lungo questo marciapiede solitamente c’è sempre qualcuno che transita. Rinnoviamo l’appello ad effettuare i lavori: i soldi ci sono da ormai nove anni, non è più giustificabile questo ritardo. Qui sta cadendo tutto a pezzi. Si intervenga al più presto». (a.s.)
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