Crolla il soffitto a scuola: 300 alunni rimandati a casa

La preside Di Renzo: «Cedimento prevedibile, c’erano già infiltrazioni d’acqua»
CHIETI. Crolla una parte del soffitto e in 300 rimangono fuori. Scuola chiusa per gli studenti del liceo artistico Nicola da Guardiagrele, all’ex Ciapi di Chieti Scalo, in viale Abruzzo. Qui, nella notte di martedì, il controsoffitto in cartongesso del corridoio si è staccato cadendo a terra. «Una tragedia sfiorata», dicono gli studenti, «poteva finirci in testa». Ieri mattina è stato il personale scolastico a lanciare l’allarme bloccando l’ingresso ai ragazzi. Didattica a distanza per gli studenti che già da tempo avevano segnalato infiltrazioni d’acqua e altri disagi nelle classi.
IL CROLLO
Non ci sono stati feriti, dunque, ma solo tanto spavento da parte di bidelli e insegnati che, prima di far suonare la campanella per l’inizio delle lezioni, si sono trovati davanti al crollo di una parte del soffitto da cui sono rimasti penzolanti fili e cavi elettrici. Chiuso subito l’ingresso agli studenti, sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del comando provinciale di Chieti per la messa in sicurezza dell’area e, successivamente, si è svolto il sopralluogo tecnico da parte della provincia di Chieti, ente proprietario dello stabile. Nicola Pasquini, dirigente del settore edilizia scolastica, insieme al consigliere provinciale, Filippo Di Giovanni, ha supervisionato le aree interdette passando anche per la palestra e i laboratori artistici del liceo, dove si sono verificate numerose infiltrazioni d’acqua, aggravate dalle violente piogge degli ultimi giorni.
SCUOLA CHIUSA
Dopo i sopralluoghi, «per questioni di sicurezza», la preside Paola Di Renzo ha deciso di chiudere la scuola per tutti gli studenti che, comunque, continueranno a svolgere le lezioni da remoto fino alla fine di questa settimana. Da ieri pomeriggio sono iniziati gli interventi di ripristino del controsoffitto e sulle altre anomalie dello stabile. «I lavori si svolgeranno anche di sabato e domenica», dice Di Renzo, «ci auguriamo che da lunedì si possa tornare in classe».
LE SEGNALAZIONI
Il cedimento era però «ben prevedibile», commenta la preside, «vi erano già delle infiltrazione d’acqua in corrispondenza della controsoffittatura del corridoio principale». Le ultime precipitazioni hanno quindi aggravato «un situazione già presente», prosegue Di Renzo, «ho mandato segnalazioni continue e monitorato la situazione». Dalle infiltrazioni d’acqua agli infissi rotti, nella scuola di viale Abruzzo l’umidità è arrivata anche nei laboratori di scultura e pittura compromettendo pure i lavori realizzati dai ragazzi. «L’acqua cade sui nostri quadri e persino sulle opere in argilla», racconta Giorgia Carità, studentessa del quinto superiore. Ma gli studenti non sono rimasti in silenzio davanti alle condizioni in cui erano costretti a fare lezione e, circa un mese e mezzo fa, avevano animato una protesta lungo corso Marrucino, dando voce ai disagi. «Dobbiamo mettere dei secchi per raccogliere l’acqua che cade dal soffitto», dice Dafne Golia, studentessa del quinto, «non si può fare lezione in questo modo».
GLI STUDENTI
Ci sono malessere e rabbia tra gli studenti rimasti fuori ai cancelli. «Durante la protesta ci avevano quasi preso in giro», raccontano, «ci hanno detto che stavamo esagerando, ma i fatti adesso parlano da soli». Scongiurata la paura del contagio da Covid, è il crollo del controsoffitto, questa volta, a far tornare i ragazzi in didattica a distanza. Una modalità che permetterà di continuare a svolgere le lezioni e non rimanere indietro con i programmi scolastici, soprattutto per i ragazzi che si apprestano a sostenere la maturità. «In un momento di preparazione all’esame» spiega Stefano Sciubba del quinto, «la Dad ci crea difficoltà». E al tempo stesso le lezioni da remoto, spiegano gli studenti, rendono difficile svolgere anche le attività laboratoriali che li impegnano per la maggior parte delle ore. «I laboratori non li possiamo fare da casa», lamentano gli alunni, «dovevamo terminare molti lavori e finire di cucire gli abiti per la sfilata». Proprio ieri, infatti, lungo il corridoio crollato i ragazzi avrebbero dovuto svolgere le prove per la sfilata di moda in programma per i primi di giugno.
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