Crolla la richiesta di case Due anni fa era il doppio

13 Agosto 2015

Sono soltanto 95 le domande arrivate in municipio contro le 200 del 2013 D’Ovidio: l’emergenza abitativa resta, ma le famiglie non sperano più

LANCIANO. Ci si aspettava l’arrivo del triste e “solito” cesto di domande per ottenere le case popolari. Si aspettavano pacchi di richieste, invece sono “solo” 95 le famiglie che hanno fatto domanda per avere un alloggio popolare. Palazzo di città ha chiuso la prima parte del bando per l’assegnazione di questi alloggi gestiti dall’Ater presieduta da Tobia Monaco, quella relativa ai cittadini residenti nel Comune, con un reddito che non supera i 16.551,13 euro, non trovando le risposte attese. Certo, sono ancora aperte le altre due “finestre” di domande, quella del 21 settembre 2015 per i lavoratori emigrati all’estero e quella del 21 ottobre 2015 per i residenti nei Paesi extraeuropei, logico quindi immaginare che si supererà quota 100, ma difficilmente si arriverà alle 200 domande dell’ultimo bando, del 2013. Che sia diminuita l’emergenza abitativa? Che si aprano spiragli di luce in una città dove le famiglie in cerca di alloggio erano sempre sopra le 200?

«Non credo che sia diminuita l’emergenza abitativa», spiega l’assessore alle politiche della casa Marcello D’Ovidio, «certo a vedere il numero delle domande sembrerebbe di sì perché sono state 95 e ce ne aspettavamo molte di più. Però è anche vero che a queste vanno sommate anche le 59 richieste del bando per le case parcheggio e le “domande mancanti” ossia di quelle famiglie che sono sotto sfratto per morosità. Sono infatti ammesse le domande delle famiglie che sono oggetto di provvedimento esecutivo di sfratto non per morosità, che invece sono i casi maggiori. Quindi credo sia diminuito il numero di domande proprio perché le famiglie hanno compreso che sarebbe stato inutile farle, ma l’emergenza resta».

Sono infatti in molti a chiedere case al Comune. Alcune famiglie hanno anche occupato abusivamente gli alloggi mentre ci sono persone che dormono per strada, in rifugi di fortuna. «Il Comune lotta contro le occupazioni abusive», spiega D’Ovidio, «ma sta anche lavorando sugli sfratti per morosità incolpevole. Ossia quegli sfratti di persone che hanno perso il lavoro, o hanno avuto una consistente riduzione delle ore lavoro o sono in cassa integrazione, o hanno subito un infortunio o grave malattia di uno dei componenti del nucleo familiare che comporti la riduzione della capacità reddituale di questo e che portano a ritardi nei pagamenti degli affitti. Il Comune può dare 1.500 euro di contributi. Ne abbiamo un paio in corso».

Servono comunque alloggi per rispondere alle richieste di case. Il Comune sta costruendo 6 alloggi di edilizia residenziale pubblica in via Spataro e nella prossima primavera avvierà lavori per altre due palazzine da 6 alloggi a canone concordato e 6 a canone sociale in via Sigismondi.

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