Crolla lo zoo d’Abruzzo

22 Gennaio 2017

Salvati tutti gli animali. Resta un ricordo il percorso tra foche, zebre e giraffe

LANCIANO. Le voliere che accoglievano gufi reali, barbagianni, pappagalli e altri uccelli distrutte, con gli animali salvati per miracolo. I tendoni dove i bambini ammiravano gli spettacoli con i rettili, guardavano rapiti i documentari sugli animali, le magie e i volteggi dei cavalli spaccati e accasciati a terra. Le coperture per le grandi giraffe e gli elefanti devastate. I percorsi pedonali tra foche, otarie, zebre e lemuri dove nelle giornate di sole passeggiano le famiglie restano un ricordo.

Sono ingenti i danni provati dalla neve nello zoo d’Abruzzo in contrada Scalzino, a Rocca San Giovanni. Il parco che accoglie animali di ogni genere, messo su da Mario Bellucci nel 2007 per avvicinare uomini e animali, è in difficoltà. «La neve, la mancanza di energia elettrica hanno creato grossi problemi» dice Bellucci «per tenere al caldo i nostri animali, tutti, dai leontigre alle scimmie, cammelli, rinoceronte bianco, elefanti, zebre, canguri e altre specie abbiamo tolto le stufe dalle nostre case per sistemarle nei ricoveri creati per loro. Abbiamo un gruppo elettrogeno, ma non si riusciva a rifornirlo di carburante perché le strade erano impraticabili. Le voliere e alcune gabbie si sono spezzate sotto il peso della neve ma siamo riusciti a salvare i gufi reali e le scimmie. Abbiamo chiesto aiuto al sindaco, Gianni Di Rito, e alla prefettura: siamo in emergenza».

I danni si notano fin dall’ingresso del parco con la copertura distrutta. Animali salvati ma che hanno bisogno anche di fieno, cibo difficile da reperire nei giorni scorsi. Animali diversi, comunque da aiutare quelli le cui stalle sono crollate sotto il peso della neve.

A Rosello, i vigili del fuoco sono stati impegnati ieri mattina per salvare otto capi di bestiame tra vacche e vitelli intrappolati dopo il crollo della loro stalla. Sono stati messi in salvo in altri ricoveri della zona. Allevamenti in ginocchio per carenze di acqua e energia anche a Casoli, dove si combattono smottamenti e frane.

Ed è una lesione che potrebbe causare frane e addirittura dei crolli, quella che si è aperta sui monti tra Fara San Martino e Civitella Messer Raimondo. Sul posto, ieri mattina, tecnici del Genio civile della Regione, i carabinieri di Lama per monitorare la situazione che non creerebbe pericoli per uomini, abitazioni.

Nessun pericolo anche per il ponte sul torrente Moro nel tratto di strada Lanciano- Orsogna. Il ponte ieri sera è stato riaperto dai tecnici della Provincia. «Dopo il sopralluogo» dice il presidente, Mario Pupillo, «non sono stati ravvisati problemi strutturali, la strada era stata chiusa per motivi precauzionali. I nostri operai hanno lavorato per convogliare le acque per evitare finiscano sul ponte e hanno sistemato un piccolo parapetto. Abbiamo emergenze ovunque».

A Roccascalegna, il sindaco Domenico Giangiordano ha chiuso due strade per frana: quella di collegamento Roccascalegna-Gessopalena, e la strada di collegamento Finocchieto- Strada provinciale. Aperta ma percorribile con grande cautela la strada di Fontacciaro che porta a Casoli. «L’allerta frane è alta a Lanciano, stiamo facendo verifiche a Santa Giusta dove abbiamo delle abitazioni a rischio» dice il vicesindaco Pino Valente, «ci appelliamo alla Regione perché stanzi i fondi per sistemare zone da anni a rischio idrogeologico. Si lavora poi con l’assessore Giacinto Verna per la riapertura delle scuole da domani. Stiamo pulendo i percorsi pedonali e togliendo gli alberi e i rami caduti». Decine gli arbusti caduti a Santa Rita e dentro l’ospedale dove un tronco ha divelto parte della recinzione. L’unica scuola a non riaprire domani è il De Giorgio. I tecnici della Provincia devono sistemare la linea elettrica e le infiltrazioni d’acqua dal tetto. Saranno trasferiti degli alunni all’istituto Da Vinci.

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