Crolli, ora l’inchiesta

20 Gennaio 2017

E si fa la conta dei danni del maltempo. Stimati in 2 milioni

CHIETI. La Procura di Chieti pronta ad aprire due fascicoli d’inchiesta per crollo colposo sul cedimento del muro di cinta di un palazzo in via Don Minzoni che ha coinvolto e sbriciolato la parete di un appartamento al pian terreno del civico 22 e ha messo in pericolo altre due abitazioni. E sul crollo in via Trieste del Grosso, dove un altro muro di contenimento ha ceduto facendo sprofondare due automobili parcheggiate di fronte al civico 26. Quelle vetture avrebbero potuto schiantarsi contro le abitazioni dei numeri 4 e 6 di via Mattoli, che si trovano proprio sotto la frana. Nel frattempo non finisce la paura per il mal tempo e inizia la conta dei danni, per il momento stimati in 2 milioni di euro. E il sindaco Umberto Di Primio chiede il riconoscimento dello stato di emergenza.

VIA TRIESTE DEL GROSSO. Delle due vetture slittate lungo la frana, solo una è stata recuperata dopo il cedimento di mercoledì. Sulla voragine è rimasta in bilico una Fiat 600. «Serve urgentemente un gruppo di persone per spalare neve nel palazzo di via Trieste Del Grosso 26 franato», osserva Daniele D'Antonio, residente della zona, «per aiutare i vigili del fuoco nella messa in sicurezza delle auto, evitando di farle finire nelle abitazioni sottostanti». Invito accolto da molti, anche dagli 89 Mai Domi, giunti sul posto per dare una mano. «i vigili del fuoco hanno assicurato con una fune la Fiat 600», racconta Cristiano Di Paolo, del civico 4 di via Mattoli. Al momento del crollo a intervenire sono stati anche il 118, i carabinieri e l'assessore Raffaele Di Felice. A dover lasciare la propria abitazione 4 famiglie del civico 6. E diverse famiglie del civico 4 hanno voluto fare ugualmente i bagagli, come quella di Carlo De Virgiliis. Che con un video lanciato sul web mostra, all'indomani del crollo, le macerie in prossimità dei palazzi di via Mattoli. Nove le famiglie del civico 26 di via Trieste, lì è stata dichiarata «l'inagibilità e il divieto di utilizzo dei garage» fa sapere il sindaco Di Primio. Intanto in via Trieste e in via Mattoli continua a mancare la luce.

VIA DON MINZONI. Tre le famiglie evacuate. E visto che lo schianto ha danneggiato anche le tubature del gas esterne del palazzo colpito, tecnici e vigili del fuoco hanno dovuto chiudere gli interruttori per fermare le perdite. Al momento, più di 20 famiglie del civico 22 sono senza riscaldamento: «Senza un'ordinanza definitiva non si può intervenire», spiega l’assessore Di Felice. «Trovate dei ricoveri o delle stufe per i prossimi giorni», il consiglio nell’immediatezza del disastro dell'amministratrice di condominio ai residenti, anche lei è accorsa sul posto.

VIA DEI FRENTANI ISOLATA. «Siamo senz'acqua dal 6 gennaio. Dall'Enel non risponde nessuno. È una settimana che siamo senza corrente e senza riscaldamento», sbottano alcuni residenti della strada. «Ci sono molti anziani malati, ma nessuno ci è venuto a chiedere se siamo vivi o morti. Abbiamo dovuto pagare a nostre spese un mezzo per aprire un varco fra la neve. Siamo stati abbandonati». Proprio lungo la strada all'altezza della Curva del Vento c'è stato uno smottamento sotto la massicciata stradale. Con conseguente chiusura totale del tratto.

PROGREMI IN CITTÀ. Si continua con via Arenazze dove un palo della luce si è inclinato. In via Cavorso manca l'elettricità da domenica scorsa. Via Silvino Olivieri è ricoperta di buche. In via D'Aragona cadono canali di scolo dall'Itis Luigi Di Savoia, a causa del peso della neve. Nel cortile dell'istituto Gonzaga crollano pini e manca la luce al Galiani-De Sterlich. Al buio anche il museo di Villa Frigerj. Manca ancora la corrente elettrica nella zona di via Dei Crociferi, via Bruno e via Brigata Maiella. E il tettuccio di un’auto parcheggiata su un lato di piazza Garibaldi ieri è stato sfondato da una massa di neve scivolata dal tetto di un palazzo. (e.r.)