Crollo di Palazzo D’Avalos Altre crepe fanno paura

28 Gennaio 2015

La giunta regionale finanzia il rifacimento del bastione per 700mila euro Ma dai sotterranei spuntano nuove fenditure sulle mura dell’edificio

VASTO. Settecento mila euro. Tanto occorre per la messa in sicurezza e il rifacimento del muraglione di contenimento di Palazzo d’Avalos crollato domenica mattina. Il preventivo di spesa e la somma necessaria per l’intervento d’urgenza è stato calcolato dai tecnici del Genio civile regionale diretti dall’ingegnere Emidio Primavera. Sarà il professionista ad occuparsi dei lavori di messa in sicurezza e ripristino dello stato dei luoghi. Intanto, però, fanno paura le crepe nei sotterranei la cui presenza fu segnalata dal Centro nello scorso ottobre.

Il presidente della Regione. Il referto “medico” sul muraglione crollato è stato consegnato al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, già ieri mattina. Il governatore ha garantito che la somma sarà messa subito a disposizione. «Il Genio civile», ha fatto sapere D’Alfonso, «ha già ordinato le indagini morfologiche per meglio eseguire l’intervento». Oggi (ieri per chi legge) partiranno i sondaggi della campagna geognostica finalizzata alla progettazione dell’intervento di ricostruzione del muro crollato.

Il sindaco Lapenna. «Adesso aspettiamo fiduciosi», ha commentato il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna. «Il finanziamento», ha specificato il primo cittadino, «è stato reso possibile grazie alla legge regionale n.17/1974 in materia di interventi di pronto soccorso in dipendenza di calamità naturali. La giunta regionale ha riconosciuto Palazzo D’Avalos patrimonio di rilevante valore così come il suo giardino e la sua recinzione, per questo è stato dato mandato al Genio civile di realizzare immediatamente l’intervento di recupero».

Il promemoria. Finanziamenti e rassicurazioni non servono a placare le polemiche sul disastro annunciato. «Il Comune riceve ora 700mila euro ma aveva chiesto 2.450.000 euro. Le istanze furono presentate a febbraio 2014: un milione 650mila euro per il consolidamento del lato orientale del palazzo ancora in attesa di restauro e 800 mila euro per la sistemazione del cortile interno e delle facciate. Alle richieste ha risposto il silenzio. Come sempre dopo il disastro - che poteva essere evitato - si trovano i soldi», annota l'opposizione.

Crepe e polemiche. Il sindaco Lapenna e il governatore D’Alfonso vengono invitati ancora una volta a non sottovalutare quelle crepe comparse nei sotterranei tre mesi fa e raccontate al Centro da Marco di Michele Marisi. «Palazzo D’Avalos è ammalato e ha bisogno di cure urgenti. Non c’è più un minuto da perdere». La diagnosi, condivisa da tutti i vastesi, arrivò ad ottobre dal responsabile di “Giovani in movimento”. «Il cortile sta sprofondando. Le sale vengono utilizzate sempre più raramente perché vanno adeguate alle norme di sicurezza. Nei sotterranei sono comparse crepe che vanno valutate al più presto», sostiene Marisi. E poco importa se l’amministrazione ricorda che nel piano triennale delle opere pubbliche, il Comune ha inserito diversi interventi per il D’Avalos. «Sono 20 anni che sui muri del palazzo sono visibili le prove di colore. È arrivato il momento di passare dalle prove a una ristrutturazione seria», chiede il centrodestra. La richiesta fa il paio con gli appelli lanciati da Pietro Smargiassi del Movimento 5 Stelle.

Paola Calvano

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