Cuccitto e John, i barbieri di Chieti e New York uniti grazie al Centro

Lui ha 87 anni, il collega barbiere di 90 anni gli scrive dall’America dopo aver letto l’articolo del Centro
CHIETI. Una bella storia di sapore natalizio nata, si può davvero dire, dalle pagine de Il Centro: vede protagonisti due eccezionali personaggi, entrambi barbieri: Mario Ferrari e Giovanni, anzi John Di Menna. A Mario Ferrari, per tutti Cuccitto, ho dedicato uno spazio nella mia vetrina riservata ai protagonisti della Teatinità. Quell'articolo, apparso sulla edizione on line del Centro, ha attirato l'attenzione di John Di Menna che ha preso carta e penna e ha scritto dalla lontana America in cui vive, esattamente a Binghamton, nei pressi di New York, una bella lettera a Mario. Dopo aver reso noto di aver letto su Il Centro l'articolo su "Cuccitto, il barbiere di Chieti che lavora a 87 anni" e aver fatto i suoi auguri, scrive che "gli abruzzesi non hanno la testa dura ma hanno la forza di essere sempre attivi per servire la clientela ".
Lo fa in un italiano che risente degli anni passati lontani dalla propria terra, ma comprensibilissimo. Spiega John Di Menna che fa lo stesso mestiere di Cuccitto, imparato a Bucchianico e poi a Chieti presso il parrucchiere Mancini che si trovava lungo Corso Marrucino. Racconta anche che nel 1944 si tagliò i capelli "al barbiere di piazza Trinità". Lì trovò "un anziano molto gentile. Di sicuro tuo padre e tuo nonno". Badate bene, siamo nel 1944, 72 anni fa, il che offre già indicazioni sull'età dell'autore della lettera che Mario Ferrari ha avuto il piacere di ricevere. "A settembre- precisa John- giorno 29, faccio 90 anni". E poi: "Lavoro ancora nel mio salone. Vado alle ore 9, e torno a casa alle 2 del pomeriggio. Sono pensionato dal 1988 e lavoro ancora con forbici e pennello". Infine nel dare gli auguri per il nuovo anno lancia un messaggio al suo più "giovane" collega: "Non lasciare il tuo mestiere, chi si ferma è perduto".
Un pericolo che certamente non corre Mario Cuccitto Ferrari che non ha alcuna intenzione di smettere di tagliare capelli e fare barbe ai suoi clienti. Sarà poi per quei tre anni di meno che conta, rispetto al collega che in America ha svolto la sua vita lavorativa, ma lui nel salone va molto prima delle nove, alle 7 fino a tarda sera, ed è facile trovarlo anche nei giorni festivi. John, anzi Giovanni, come alla fine firma la sua lettera, nel prendere commiato ha scritto a Mario "permettimi di abbracciarti come fratello". «Non solo lo permetto, ma lo sento davvero un fratello che mi ha fatto enormemente piacere trovare. Ed anch'io devo chiedere un permesso: quello di poter ringraziare il giornale Il Centro che ha originato tutto questo: la lettera di Giovanni ha contribuito a rendere più bello il mio Natale».



