Cucullo, lo storico sindaco rivive in un libro

15 Settembre 2019

CHIETI. Se Nicola Cucullo fosse ancora “il” sindaco di Chieti, probabilmente, l'acqua del laghetto della villa comunale non sarebbe verde degrado com'è oggi: avrebbe pulito tutto da solo Cucullo....

CHIETI. Se Nicola Cucullo fosse ancora “il” sindaco di Chieti, probabilmente, l'acqua del laghetto della villa comunale non sarebbe verde degrado com'è oggi: avrebbe pulito tutto da solo Cucullo. Sindaco con il piccone e nemico delle bruttezze, Cucullo è uno che si è conquistato in piazza e tra la gente un carisma fuori dal tempo: non sarà mai un ex, resterà “il” sindaco. A questo personaggio che ha segnato il passaggio tra la prima e la seconda Repubblica è dedicato il libro del giornalista Gino Di Tizio,
“Nicola Cucullo, un sindaco contro”, che sarà presentato domani alle 17 al Teatro Marrucino. E domani non è un giorno scelto a caso: Cucullo avrebbe compiuto 89 anni e invece è morto il 19 luglio del 2005 all'età di 74 anni quasi da esule in una casa di riposo a Guardiagrele. «Chieti ha più di tremila anni di storia», così si apre il libro dei ricordi di Di Tizio, «ne vivesse altri diecimila sono certo che non avrà mai più a gestirne le sorti un personaggio come Cucullo».
L'impegno di Cucullo, geometra per professione con la passione smodata per la politica, sindaco tra il 1993 e il 2004, cominciò da una bacheca piazzata al centro della città all'epoca capitale degli uffici pubblici: «Per diffondere i suoi messaggi si costruì una sorta di tabellone che piazzò sotto i portici dell’allora Banco di Napoli per appendervi la sue circostanziate denunce nei confronti dei politicanti dell’epoca. Non aveva altro modo per comunicare con la gente, come lui voleva, e si affidava a pagine e pagine che appendeva con frequenza quasi quotidiana». Di Tizio ricostruisce carriera e successo di Cucullo, uno che quando arrivò in Comune si fece sentire da tutti: «“La prima cosa che ho fatto quando sono entrato da sindaco nella mia stanza? - mi raccontò Nicola - Mi sono messo ad aprire tutti quei cassetti che per me restavano tenacemente chiusi. Lo feci con tanto baccano che il custode si allarmò e venne a vedere cosa stava accadendo”. In Comune restava tantissimo tempo, anche e direi soprattutto di notte.
La considerava un po’ la sua casa. Al punto che non esitava, nella sua stanza, a mettersi, come si dice, “in libertà”: si toglieva giacca, camicia e anche i pantaloni». Un politico che mise in ombra la politica finita nella polvere: «Dopo la prima legislatura, con le elezioni vinte con una lista del solo Movimento sociale, i partiti che erano entrati a far parte della maggioranza fecero più tentativi per forzare la mano del sindaco e riproporre i soliti giochi di potere. Cucullo però non fece la minima concessione».