Cucullo, lo storico sindaco rivive in un libro

CHIETI. Se Nicola Cucullo fosse ancora “il” sindaco di Chieti, probabilmente, l'acqua del laghetto della villa comunale non sarebbe verde degrado com'è oggi: avrebbe pulito tutto da solo Cucullo....
CHIETI. Se Nicola Cucullo fosse ancora “il” sindaco di Chieti, probabilmente, l'acqua del laghetto della villa comunale non sarebbe verde degrado com'è oggi: avrebbe pulito tutto da solo Cucullo. Sindaco con il piccone e nemico delle bruttezze, Cucullo è uno che si è conquistato in piazza e tra la gente un carisma fuori dal tempo: non sarà mai un ex, resterà “il” sindaco. A questo personaggio che ha segnato il passaggio tra la prima e la seconda Repubblica è dedicato il libro del giornalista Gino Di Tizio,
“Nicola Cucullo, un sindaco contro”, che sarà presentato domani alle 17 al Teatro Marrucino. E domani non è un giorno scelto a caso: Cucullo avrebbe compiuto 89 anni e invece è morto il 19 luglio del 2005 all'età di 74 anni quasi da esule in una casa di riposo a Guardiagrele. «Chieti ha più di tremila anni di storia», così si apre il libro dei ricordi di Di Tizio, «ne vivesse altri diecimila sono certo che non avrà mai più a gestirne le sorti un personaggio come Cucullo».
L'impegno di Cucullo, geometra per professione con la passione smodata per la politica, sindaco tra il 1993 e il 2004, cominciò da una bacheca piazzata al centro della città all'epoca capitale degli uffici pubblici: «Per diffondere i suoi messaggi si costruì una sorta di tabellone che piazzò sotto i portici dell’allora Banco di Napoli per appendervi la sue circostanziate denunce nei confronti dei politicanti dell’epoca. Non aveva altro modo per comunicare con la gente, come lui voleva, e si affidava a pagine e pagine che appendeva con frequenza quasi quotidiana». Di Tizio ricostruisce carriera e successo di Cucullo, uno che quando arrivò in Comune si fece sentire da tutti: «“La prima cosa che ho fatto quando sono entrato da sindaco nella mia stanza? - mi raccontò Nicola - Mi sono messo ad aprire tutti quei cassetti che per me restavano tenacemente chiusi. Lo feci con tanto baccano che il custode si allarmò e venne a vedere cosa stava accadendo”. In Comune restava tantissimo tempo, anche e direi soprattutto di notte.
La considerava un po’ la sua casa. Al punto che non esitava, nella sua stanza, a mettersi, come si dice, “in libertà”: si toglieva giacca, camicia e anche i pantaloni». Un politico che mise in ombra la politica finita nella polvere: «Dopo la prima legislatura, con le elezioni vinte con una lista del solo Movimento sociale, i partiti che erano entrati a far parte della maggioranza fecero più tentativi per forzare la mano del sindaco e riproporre i soliti giochi di potere. Cucullo però non fece la minima concessione».

