Cultura e turismo in città Studio segnala le criticità

7 Giugno 2019

Alle battute finali una ricerca delle Pro Loco finanziata con la tassa di soggiorno D’Angelo: analizziamo tutto quello che questo luogo può offrire al visitatore

LANCIANO. Pochi pernottamenti nelle strutture ricettive, pellegrini in visita solo al Miracolo eucaristico, poche aree destinate all’accoglienza. Sono i mali storici del turismo in città, fatto più di “mordi e fuggi” e di soste lungo itinerari più famosi. Ad essi, però, il Comune ha deciso di trovare una cura, studiando il problema alla radice prima di mettere in campo delle soluzioni. «Vogliamo osservare la città dall’esterno», spiega l’assessore alla cultura Marusca Miscia, «capire come sviluppare nuove idee ed eventi, intercettare mestieri emergenti. È una mappatura propedeutica al miglioramento dell’accoglienza con nuova segnaletica e materiale informativo, app ed altro. Un percorso iniziato già con “Chiese aperte” e la creazione di una rete di associazioni per mostrare ai visitatori tutte le bellezze della nostra città».
Lo studio, che ha l’obiettivo di definire la strategia dello sviluppo culturale e della promozione turistica della città, è stato affidato all’Unpli (Unione Pro Loco d’Italia) e finanziato con i primi proventi dell’imposta di soggiorno, 7mila euro (giugno-dicembre 2018). «Turismo e cultura non vanno di pari passo», spiega Carlo D’Angelo del comitato provinciale Unpli e referente del progetto entrato nella fase finale, «la cultura è il patrimonio di una collettività da cui si sviluppa poi l’industria turistica, è la base di tutto. Analizziamo tutto quello che Lanciano può dare».
Sono stati mappati immobili comunali, musei, chiese ma anche stili di vita, eventi e temi. «Quello della musica, ad esempio, per cui Lanciano ha una tradizione viva», dice D’Angelo, «o dell’innovazione. Tra gli eventi il Settembre lancianese, la Squilla, il Giovedì Santo, la Settimana medievale ma anche la Fiera dell’Agricoltura, il Mese della cultura, la stagione teatrale. Anche il Corso, con la Presentosa che può diventare un marchio, è un tema da sviluppare. Mappiamo tutte le potenzialità di Lanciano». Paolo Sacchetti, esperto di comunicazione, fa parte del team che si avvale anche di collaborazioni con Federcultura e uno studio di Londra. In città si conta ormai una cinquantina di strutture ricettive (4 hotel, 2 affittacamere, 2 residence, un casale, 6 agriturismi e ben 31 bed&breakfast), ma il numero di chi pernotta è inferiore a quello di pellegrini e visitatori giornalieri. Questi arrivano anche a 3mila al giorno. Mentre, in base all’imposta di soggiorno incassata fino ad aprile, a Lanciano si registrano circa 2mila pernottamenti ogni quattro mesi. «Finora si è perso tempo», conclude D’Angelo, «ma con una strategia, una visione complessiva, si potranno individuare soluzioni a lungo termine. Dal report uscirà un percorso da seguire, con opportunità, formazione, coinvolgimento dei cittadini e azioni specifiche affinché Lanciano viva di cultura e turismo».
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