Cura dei tumori, appello di 3 associazioni a Marsilio

8 Novembre 2020

Chiedono di bloccare la gara per il noleggio del macchinario che esegue i controlli I sodalizi: «Viste le spese conviene comprarlo, ma basta con il suo utilizzo nel Tir»

CHIETI . Associazioni in campo per chiedere ad Asl e Regione di bloccare la gara d’appalto per il noleggio della Pet, il macchinario che serve per fare indagini diagnostiche attraverso la tomografia a emissione di positroni. Scendono in campo i sodalizi che si occupano dei malati oncologici, da Gaia, presieduta da Patrizia Bonora, e Lory a colori, presieduta da Monica Molinari, che hanno trovato sostegno nell’associazione Il popolo di Chieti di Gianni Di Labio e Roberto Sambenedetto. Le tre associazioni hanno chiesto un incontro con il presidente della Regione Marco Marsilio, perché possa bloccare la procedura di gara per affidare il noleggio per altri quattro anni (2 più 2) della Pet al costo di 2.784.915 euro, prevedendo invece l’acquisto dell’attrezzatura, oppure anche l’affitto, purché non torni sui camion dove ora si trova.
Da più di 8 anni, infatti, la Pet è ospitata all’interno di tir parcheggiati nel piazzale del 118. I pazienti, per lo più anziani e fragili, sono spesso costretti ad aspettare fuori, esposti alle intemperie. Una volta arrivato il loro turno devono salire sul camion, cosa non facile non essendoci neanche una pedana per i portatori di handicap. E all’interno i disagi sono molteplici, dagli spazi ridotti, ai servizi igienici a dir poco inadeguati. Secondo l’analisi delle tre associazioni, mantenere una Pet a noleggio, in attività per 2 giorni a settimana, alla Asl costa mezzo milione di euro all’anno. Per comprare un nuovo macchinario di ultima generazione si spenderebbero, invece, 2 milioni e 200mila euro. Ciò significa che se la Asl avesse fatto questa scelta 8 anni fa, sarebbe già rientrata della spesa e avrebbe potuto abbattere le lunghissime liste d’attesa che costringono molti pazienti ad andare in altri ospedali. Con una Pet di proprietà, infatti, avrebbe potuto lavorare 5 giorni su 7 e non solo 2 come avviene adesso. Anche la scelta di affittarne una nuova potrebbe essere vantaggiosa, purché l’apparecchio sia sistemato all’interno del reparto di Medicina nucleare dove, a detta delle tre associazioni, ci sono spazi idonei. In questo caso, infatti, si risparmierebbe l’affitto dei due camion sui quali ora sono costretti ad arrampicarsi malati di tumore e pazienti affetti da demenza senile e Alzheimer.
A stare ai rilievi fatti dalle tre associazioni, inoltre, la mobilità passiva costa alla Asl quasi 900mila euro annui. Nel caso di un macchinario che lavora 5 giorni su 7, invece, la Asl andrebbe a guadagnare grazie alla mobilità attiva. «Il diritto dei pazienti al rispetto dell’umanità e della dignità delle cure deve essere garantito», dicono le tre associazioni che a Marsilio chiedono anche la convocazione di una riunione con i medici del reparto di Medicina nucleare, gli assessori regionale e comunale alla sanità, Nicoletta Verì e Giancarlo Cascini, e il sindaco Diego Ferrara. (a.i.)