«Cura i pazienti ma è un falso dentista»

1 Marzo 2018

Sequestrato un laboratorio abusivo: indagato un odontotecnico. L’accusa: interventi anche a bordo di un furgone

CHIETI. Una poltrona da dentista e poi attrezzi e anche medicine, siringhe e paste per le otturazioni dentarie. Questo hanno trovato i carabinieri del Nas in uno studio dentistico abusivo a Casalincontrada: il laboratorio, costruito con pannelli di legno e cartongesso all’ingresso di una casa, è stato sequestrato e Massimo Mennilli, 55 anni, risulta indagato per esercizio abusivo della professione di dentista. Secondo l’inchiesta dei Nas, coordinata dalla pm Rosangela Di Stefano, Mennilli sarebbe un falso dentista. Mennilli, difeso dall’avvocato Marco Femminella, contesta l’accusa: «Non ho mai fatto il dentista abusivo, sono un odontotecnico».
Mennilli non è laureato in Medicina e, pertanto, non è iscritto all’ordine dei medici di Chieti: da odontotecnico potrebbe fare protesi ma non visitare pazienti. Invece, secondo l’accusa, l’avrebbe fatto: l’indagine è partita dalla denuncia di un paziente di Pescara che, ai carabinieri del Nas, guidati dal maggiore Domenico Candelli, avrebbe raccontato di essersi sottoposto alle cure di Mennilli e di aver scoperto poi che non aveva i titoli per esercitare la professione.
Mennilli si faceva anche pubblicità su Facebook ma senza mai parlare di cure dentali: il marchio che ha inventato si chiama Sos Dentiera. Quella pubblicità era stata messa anche su un furgone: un laboratorio mobile. Che per l’accusa, è una clinica viaggiante per visite a domicilio mentre, per la difesa, è solo un’officina per aggiustare le protesi rotte.
Secondo i Nas, attraverso un kit pronto all’uso l’odontotecnico avrebbe potuto effettuare «visite diagnostiche, trattamenti sanitari, anche di natura cruenta, riparazioni odontotecniche». E, sempre secondo l’accusa, in danno di «ignari pazienti»: Mennilli, dicono i Nas, si sarebbe spacciato per dentista.
Dopo i primi accertamenti, la procura di Pescara ha emesso un decreto di perquisizione e i carabinieri hanno passato al setaccio il laboratorio ricavato nelle pertinenze dell’abitazione e fatto di pannelli di legno e cartongesso: all’interno erano stati allestiti, dice l’accusa, uno studio dentistico e un laboratorio odontotecnico. I carabinieri hanno messo sotto sequestro un riunito dentale (la poltrona), attrezzature odontoiatriche e vari medicinali, considerati «utilizzabili per prestare cure odontoiatriche di esclusiva competenza medica» pur non avendo «alcun titolo o abilitazione ad esercitare entrambe le professioni sanitarie».
I carabinieri stanno indagando anche sul titolo di odontotecnico: in base ai controlli dei Nas, Mennilli non sarebbe censito nella banca dati nel ministero della Salute. Secondo il professionista, invece, il suo laboratorio odontotecnico è autorizzato.