Cure a domicilio per i pazienti non gravi

14 Aprile 2020

Parte la sperimentazione nei centri del Basso Sangro e Trigno: pronti kit di farmaci e saturimetri

MONTENERODOMO. Kit di farmaci e saturimetri per misurare il livello di saturazione del sangue e la quantità di ossigeno e poi controlli a distanza delle condizioni cliniche dei pazienti affetti da coronavirus. Questa è la sperimentazione intrapresa recentemente dalla Asl Lanciano-Vasto-Chieti con i Comuni dell’Area interna Basso Sangro Trigno.
Si tratta di una strategia centrata sulla presa in carico, a domicilio, di tutte le persone risultate positive al test, anche con pochi sintomi, e quelle in attesa di risultati che presentino, però, una condizione clinica riconducibile al Covid-19. Un nuovo modo di curare i pazienti con sintomi non gravi che riceve il placet degli amministratori locali: «Ringraziamo la Asl» dice il referente di Area, Antonio Tamburrino.
Il principio sul quale è basata l’iniziativa può essere riassunto in «dall’ospedale si passa al territorio» che dovrebbe essere adottato anche nelle aree urbane per tutta la fase post emergenza Codiv-19, quella di ritorno alla normalità. Difatti, nella fase post-epidemica, quando i giovani e gli adulti torneranno gradualmente a svolgere le proprie attività quotidiane, le persone anziane e fragili, sia al proprio domicilio che in residenza assistenziale, debbano essere confinate e protette ancora a lungo dal virus. Questo si può fare proprio ampliando e potenziando le iniziative sperimentate con il nuovo modello proattivo per la fragilità nell’Area Interna Basso Sangro Trigno: la telesalute, gli infermieri e ostetriche di comunità, la palestra della mente Montessori e, in generale, il sostegno socio-sanitario alla fragilità nei luoghi di vita della popolazione più fragile, identificata e monitorata dal sistema informativo socio sanitario territoriale. In questo contesto risulta vincente l’adozione della tecnologia e-health, con contatti frequenti da remoto di un operatore che si prende cura della persona, con l’ausilio del teleconsulto, della verifica dell'aderenza alla terapia, del monitoraggio elettronico dei parametri clinici e, soprattutto, della presenza nominativa, periodica, che tranquillizza, riduce la solitudine del confinamento e rafforza l'auto cura con l'assistenza centrata sulla persone, cioè orientata al potenziamento delle capacità residue, al rispetto e dignità della persona fragile.
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