Cure agli autistici, sit-in sotto l’assessorato

Manifestazione a Pescara dei genitori dei nove ragazzi vastesi senza cure. Poi l’incontro con la Verì
VASTO. “ Non si scherza sulla salute dei bambini”. Lo hanno scritto su grossi cartelli bianchi, le nove famiglie che ieri pomeriggio, accompagnate dall’avvocato Angela Pennetta e dalla rappresentante Angsa (Associazione nazionale genitori di figli con autismo), Alessandra Portinari, hanno manifestato davanti alla sede dell’assessorato regionale alla sanità, a Pescara, in via Conte di Ruvo, per ottenere l’assistenza residenziale o semiresidenziale al Cireneo per i loro figli affetti da autismo.
La pioggia non li ha scoraggiati. Tutti in fila hanno esposto i loro cartelli per protestare contro il silenzio e l’assenza delle istituzioni. Sono stanchi di attendere. Troppo lunghe le liste di attesa. Troppi e snervanti i passaggi burocratici. L’assessore regionale Nicoletta Verì, prima di aprire il tavolo tecnico sull’argomento, si è fermata a parlare con l’avvocato Pennetta e i genitori assicurando la massima attenzione sul problema. «So che la situazione non è più sostenibile», ha detto la Verì. «Stiamo cercando una soluzione».
I genitori hanno deciso di rivolgersi anche al giudice Anna Rosa Capuozzo che la scorsa estate ha sancito il diritto di un bimbo affetto da autismo ad essere curato a Vasto. «La legge è uguale per tutti», hanno ripetuto ieri i genitori, «ci siamo affidati a un legale perché non riusciamo più ad andare avanti». L'atteggiamento dell'assessore Verì li ha un po’ rassicurati. Ora confidano nella presa in carico dei loro figli nella struttura vastese.
L’attesa di nove bambini ormai dura da anni, alcuni di loro non svolgono nessun tipo di riabilitazione. I genitori che possono permetterselo pagano di tasca propria le spese riabilitative e i viaggi anche fuori regione. Ogni giorno fronteggiano situazioni durissime e drammatiche. In alcune famiglie ci sono più bambini con diagnosi di autismo. «La Costituzione», ricordano, «riconosce il diritto alla salute definendolo un diritto fondamentale dell’individuo. Siamo amareggiati dall’indifferenza delle istituzioni, che finora non hanno dato nessun seguito agli appelli lanciati durante la conferenza stampa di martedì scorso. Speriamo che questo sit-in abbia fatto comprendere che siamo pronti a tutto. Il prossimo passo, come annunciato, sarà l'appello alla magistratura». (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

