Cure senza privacy in ospedale Paolucci si interessa al caso

VASTO. Costretto a fare dialisi in mezzo a un continuo via vai di gente, chiede aiuto all’assessore alla sanità Silvio Paolucci. La sofferenza psicologica per lui è diventata insopportabile. Ancora...
VASTO. Costretto a fare dialisi in mezzo a un continuo via vai di gente, chiede aiuto all’assessore alla sanità Silvio Paolucci. La sofferenza psicologica per lui è diventata insopportabile. Ancora maggiore di quella fisica. S.D.S., dializzato e diabetico rimasto senza braccia e un piede a causa della malattia, fa appello alla sensibilità dell’assessore regionale. «Il compito del responsabile della delega alla Sanità non è quello di controllare cosa accade nei reparti ospedalieri. Sono altre le figure preposte che devono occuparsi di questo. Parlerò comunque con la direzione sanitaria per verificare se è possibile trovare una soluzione», dice Paolucci. In una lettera al Centro S.D.S. spiega il suo problema. «Nonostante due colloqui con la direzione sanitaria dell’ospedale di Vasto e altrettanti appelli sui giornali locali, nel reparto vengono eseguite visite a pazienti esterni alla struttura. Il via vai delle persone visitate avviene a discapito dei dializzati. Veniamo privati della nostra privacy e costretti alla mortificazione. Ci osservano come scimmie in uno zoo», sostiene S.D.S., «specialmente nel mio caso. Passando davanti al mio letto si voltano. Eppure in questo reparto si fa terapia sub-intensiva. Mi sono lamentato più volte di questa situazione ma sono stato offeso. Per questa spiacevolissima situazione chiedo ancora una volta alla direzione sanitaria di essere ascoltato, come rappresentante di tutti i pazienti di Dialisi a Vasto, affinché si attuino le modifiche necessarie alla creazione di un ambulatorio esterno al Servizio dialisi come già promesso tre mesi fa e mai attuato e che finisca questo passaggio di persone che mette a rischio la nostra salute già precaria e offende la nostra dignità di malati. Assessore Paolucci mi aiuti. Confido nella sua sensibilità», è l’appello di S.D.S., «le infermiere fanno il possibile per aiutare i pazienti ma la mancanza di spazi crea moltissimi disagi». (p.c.)
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