Custodi assenteisti: il Comune chiede 15mila euro di danni

28 Giugno 2014

L’Ente si costituisce parte civile e presenta il conto Serafini: risarcimento simbolico per il danno di immagine

ORTONA. Un risarcimento per danno di immagine di 5mila euro ad ognuno dei tre dipendenti "assenteisti" beccati dalle Fiamme gialle nei giorni scorsi a svolgere attività personali durante l'orario di lavoro.

E' la richiesta che il comune di Ortona avanza ai suoi impiegati dopo essersi costituito parte civile nel procedimento penale a loro carico. I tre custodi delle strutture Teatro Tosti, Castello aragonese e palestra comunale, secondo le indagini della Finanza e gli atti valutati dalla Procura e dal giudice per le indagini preliminari, sarebbero rei di truffa aggravata nei confronti del Comune. I dipendenti sono stati rinviati a giudizio e si attende ora la data per la prossima udienza davanti al giudice. «La scelta del comune di costituirsi parte civile non è un atto dovuto, ma è opportuna per il tipo di reato commesso e la sua gravità» commenta il vice sindaco Roberto Serafini «il Comune non può tollerare comportamenti di questo tipo e una vicenda che secondo la Procura, il gip e la documentazione della Finanza appare molto grave. Anche in futuro il Comune si costituirà sempre parte civile per casi di questo genere».

A peggiorare la posizione dei tre sarebbe, sempre secondo le carte, anche il comportamento reiterato di assenteismo dal posto di lavoro. Gli inquirenti avrebbero fotografato e pedinato i tre per una ventina di giorni accumulando svariate prove a loro carico. Di qui anche la richiesta di risarcimento da parte del Comune se i fatti dovessero essere confermati anche in sede processuale. «Come ente che rappresenta l'interesse dei cittadini e l'andamento funzionale e trasparente della pubblica amministrazione» prosegue il vice sindaco e avvocato Serafini «dobbiamo proteggere l'immagine del comune di Ortona. Abbiamo chiesto un risarcimento totale di 15mila euro, (5 mila euro per ogni dipendente ndc), simbolico, perchè non esistono parametri precisi per la valutazione di un danno di immagine come questo. La cifra» tiene a precisare «non è iperbolica e non è nemmeno di poco conto, ma deve essere concreta. Non asseconderemo oltre comportamenti simili nelle attività che riguardano la nostra comunità e la pubblica amministrazione: ne va dell'immagine dell'intera città».

Daria De Laurentiis

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