D’Alessandro: il voto ha spaccato la città e i problemi restano

28 Giugno 2016

All’ex consigliere 304 preferenze ma non è stato rieletto «La passione per la politica non si spegne con una sconfitta»

VASTO. Nel 2011 è stato eletto con 172 voti. Alle amministrative del 5 giugno di preferenze ne ha prese 304, ma non sono bastate. Resta fuori dal consiglio comunale Davide D’Alessandro, primo dei non eletti della lista civica “Vasto 2016” a sostegno del candidato sindaco del centrodestra, Massimo Desiati. Nei cinque anni in cui ha ricoperto la carica di consigliere comunale di minoranza, D'Alessandro si è reso protagonista di una serie di iniziative sui generis, come quando si presentò in conferenza stampa con un casco di banane, frutto da lui utilizzato per sottolineare, in maniera colorita, quella che lui ha sempre definito “amministrazione delle banane”.

Le dispiace non poter continuare a svolgere il ruolo di oppositore dentro l'aula consiliare?

«Sto vivendo il dolore e l’amarezza di quei 9.857 elettori che hanno attribuito il loro consenso a Desiati: 123 voti in meno rispetto a Francesco Menna non determinano né la disfatta di chi ha perso, né il trionfo del vincitore. Dal punto di vista personale ritengo che aver ottenuto 304 preferenze rappresenti uno straordinario risultato che ha premiato l’attività svolta in questi anni».

Qual è la sua analisi rispetto al risultato elettorale scaturito dal ballottaggio del 19 giugno?

«Abbiamo una città divisa in due. I problemi serissimi che ne hanno decretato la decadenza restano tutti sul tappeto. A mio avviso il neo sindaco Menna segna la continuità con l’amministrazione Lapenna e non possono essere solo 123 persone a convincermi del contrario. Ritengo però che quei 9.857 elettori che hanno votato per il cambiamento debbano essere onorati con gesti alti e nobili da parte di una classe politica che non può non porsi il problema del rinnovamento».

Quindi, a suo avviso, quei politici espressione della vecchia classe dirigente devono farsi da parte?

«Non ho mai chiesto le dimissioni di Lapenna, figuriamoci se chiedo le dimissioni dei miei amici di percorso. È fuor di dubbio, però, che sia la coalizione, sia il candidato sindaco abbiano compiuto degli errori. Massimo, persona intelligente, è il primo a riconoscerlo. Ciò non toglie che il centrosinistra abbia messo in campo un collaudatissimo sistema di potere per conservare l’amministrazione della città».

Che cosa farà adesso che è un semplice cittadino, continuerà le sue battaglie al di fuori delle istituzioni?

«Ho già dimostrato in passato con un semplice foglietto, Polis, che la passione politica la si può esprimere perfino di più e meglio di chi siede stancamente in consiglio. La passione politica non si spegne con una sconfitta, figuriamoci con un sostanziale pareggio».

Ha qualche rimpianto?

«Nessun rimpianto. Ho dato più di me stesso per rispettare fedelmente il mandato elettorale di oppositore. Auguri a Vasto».

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