D’Alessandro scrive a Salvini
Escluso da Arrigoni si rivolge al leader: «L’Abruzzo agli abruzzesi»
VASTO. «Sono stato escluso dal Movimento per aver sposato le primarie del centrodestra e di alcune liste civiche che vogliono mandare a casa la sinistra dopo dieci anni di incontrastato potere». Si sfoga Davide D’Alessandro che affida ad una lettera aperta indirizzata al leader della Lega, Matteo Salvini tutto il suo disappunto.
Il consigliere comunale è stato mandato via dal Movimento dal senatore Paolo Arrigoni che, dopo aver azzerato tutte le cariche in Abruzzo, ha dettato la linea politica. La decisione di escludere D’Alessandro è maturata all’indomani della sua dichiarazione di partecipare alle primarie del centrodestra (in programma il 13 marzo) e di sostenere la candidatura a sindaco di Massimo Desiati. Per Arrigoni «non ci sono le condizioni politiche affinché Noi con Salvini partecipi alle primarie per la scelta del candidato sindaco del centrodestra».
Non la pensa così D’Alessandro che ora chiede un autorevole intervento di Salvini. «A giugno sono stato nominato primo coordinatore cittadino della Regione, ma dal 19 novembre è cambiato tutto», racconta il consigliere comunale vastese, «hai inviato un fiduciario che, dopo aver sospeso tutte le cariche politiche, sta dettando la linea e operando esclusioni. La prima è toccata a me. La tua Lega è arrivata fino a San Benedetto del Tronto e mira, con la geniale creazione di "Noi con Salvini", ad arrivare fino a Trapani. Siamo con te. Ma se vuoi prendere i voti fino a Trapani, devi avere rispetto per tutte le regioni, a cominciare dall'Abruzzo, dove abbiamo energie e intelligenze politiche da vendere. Questa terra è stata mortificata negli ultimi vent'anni da una classe dirigente inadeguata. Può darti credito, forse è pronta a darti credito, ma non puoi mortificarla anche tu. C'è chi, e io tra questi, non lo permetterebbe. Ti invito, dunque, a richiamare in Lombardia il tuo fiduciario e a restituire "Noi con Salvini Abruzzo" agli abruzzesi. Dopo le feste, se il fiduciario di Calolziocorte sarà ancora tra noi, sarò costretto a indire una conferenza stampa, magari a Pescara, e a tagliare la mia tessera per lanciarla in acqua, un po' come il rito dell'ampolla sul Po. Sarò costretto per rispetto degli abruzzesi. L'Abruzzo non può essere terreno di caccia per alcuno. L'Abruzzo deve seguire le tue idee, farle affermare, ma facendo la tua politica con gli abruzzesi, votando ed eleggendo gli abruzzesi. Ognuno a casa sua, per usare un tuo felice slogan. Vi vogliamo aiutare a casa vostra. A casa nostra vogliamo pensarci noi».
Anna Bontempo
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