D’Alessandro: sempre di più con Salvini

Continua la battaglia del consigliere indipendente sugli immigrati, snobbate le critiche della sinistra
VASTO. Gli attacchi che gli sono piovuti addosso da Sel, Rifondazione comunista e Arci non sembrano averlo scalfito. Il consigliere comunale Davide D’Alessandro, come annunciato nei giorni scorsi, è stato due giorni in piazza Diomede con il suo gazebo con la scritta a caratteri cubitali “Noi con Salvini” per raccogliere firme sugli sbarchi e i clandestini. «Abbiamo raccolto più di trecento sottoscrizioni ed ascoltato la rabbia di tanti cittadini impotenti che non si sentono più sicuri nella loro casa», racconta D’Alessandro, «a chi ha detto che stiamo cavalcando l'onda, vorrei dire che abbiamo cavalcato i sacchi di sabbia, sudato e faticato, mentre loro continuano a cavalcare le cooperative rosse e le onlus. A chi mi ha chiesto se ho aderito a Salvini e al movimento, rispondo che le convinzioni si sono rafforzate, che ho già aderito con la mente e con il cuore». Nel frattempo non si placa la polemica per l’iniziativa del consigliere indipendente, bollata come “demagogica” da Sel, Prc e Arci. «Non è la prima volta, e speriamo sia l’ultima almeno a Vasto, che argomenti serissimi come quelli dei migranti vengono trascinati su un percorso demagogico, per meri fini elettorali, alimentando solo confusione e, spesso, inutili tensioni di cui nessuno sente il bisogno», affermano i rappresentanti dei due partiti e dell’associazione culturale, «quello che rattrista è che si utilizzi una piazza della città, che ha sempre fatto dell’accoglienza uno stile di vita, per una raccolta di firme su un argomento inventato per pura propaganda e provocazione e con sottoscrizioni che non avranno alcun valore giuridico. I problemi relativi alle migrazioni si risolvono con l’accoglienza, il dialogo, il rispetto delle regole per tutti e i progetti di integrazione sul territorio. Un esempio per tutti: il tavolo interreligioso, istituito recentemente a Vasto, quale occasione di incontro, di conoscenza, di rispetto reciproco e di isolamento per coloro che nel nostro paese non cercano lavoro ed integrazione ma altro al di fuori del consesso civile. Questa è la via, dove occorre impegno, fatica, responsabilità e, spesso e volentieri, anche un sorriso. Altri stili e metodi li lasciamo, non senza indignazione però, ai Salvini di turno e ai suoi improvvisati seguaci locali», concludono Sel, Rifondazione ed Arci.
Anna Bontempo
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