D’Alfonso al manager: puoi andartene

28 Maggio 2015

Scritta la parola fine: pubblichiamo integralmente la lettera del governatore a Zavattaro con tutte le contestazioni

CHIETI. E’ una lettera di tre pagine, scrive la parola fine all’avventura teatina del manager della Asl, Francesco Zavattaro.

Il governatore, Luciano D’Alfonso, questa volta non si concede ironie, neologismi e frasi ricercate. Frigido pacatoque animo, direbbero i romani, mette l’ex dg sul banco degli imputati e, dopo aver accettato (di buon grado) le sue dimissioni, risponde, punto per punto, alla lettera che a sua volta l’ormai ex direttore generale, in cerca già di un nuovo posto di lavoro, gli ha inviato una settimana fa, alla vigilia del blitz dalfonsiano al policlinico di Chieti per votare, con la sua giunta, il via libera al nuovo ospedale da 2001 milioni euro. Arriviamo alla lettera di benservito che comincia con toni cordiali seppur distaccati. La riportiamo integralmente per permettere ai nostri lettori si farsi una opinione non mediata e soprattutto completa del “divorzio”.

«Egregio Direttore, Nel riscontrare la nota della S.V. del 19 maggio u.s., si prende atto delle dimissioni dall'incarico di Direttore Generale, con decorrenza 13.06.2015 e Le confermo, senz'altro, l’esonero dei termini di preavviso di cui ella ha fatto richiesta. La sua articolata lettera necessita, però, di alcune doverose precisazioni...»

LA POLITICA NON C’ENTRA. «Non esiste un problema di "affinità politica" tra Direttori di strutture regionali e Giunta Regionale, anche per la diversità di compiti e funzioni. Spetta all'Organo di Governo fissare gli obiettivi e le strategie ed alla dirigenza perseguire e realizzare gli obiettivi posti. Il procedimento valutativo sulla sua gestione non è ancora stato formalizzato dalla Giunta Regionale per la necessità di approfondire alcune criticità forse sfuggite alla precedente amministrazione regionale ma, successivamente, evidenziate tipicamente anche dalla Corte dei Conti nella deliberazione n. 13/2015 del 12/02/2015 in cui si evince che non si può ad un re al fallimento della Faro Assicurazioni SpA il mancato rispetto dell’equilibrio economico ed il peggioramento del risultato di esercizio 2012. Non risulta infatti che altre Asl assicurate con la medesima compagnia abbiano, per lo stesso fallimento, chiuso il bilancio in disavanzo. Le controdeduzioni e le giustificazioni da lei addotte sono ben lontane dal sostenere che i fatti contestati non corrispondono a realtà, quanto piuttosto rappresentano il tentativo, a volte riuscito e a volte meno, di trovare giustificazioni a comportamenti e/o risultati diversi da quelli attesi».

I RAPPORTI CON UNICH. «Anche il rapporto con l'Università non può essere visto solo in termini di costi per giustificare incerti risultati economici, quanto piuttosto anche sotto l'aspetto del valido contributo fornito ai sistemi di cura gestiti dalla Asl, nonché per i compiti fondamentali di ricerca e formazione che le sono attribuiti dalla legge. Il rinnovo della convenzione Università-Regione ed il successivo accordo attuativo con la Asl non ha potuto incidere negativamente sui costi dell'ospedale convenzionato di Chieti, considerato che alcune eccellenza ed in genere le alte professionalità universitarie, insieme a quelle ospedaliere, generano una mobilità attiva e sono quindi da potenziare con opportuni investimenti. Nella nota commissariale n. RA/85492 del 31.03.2015, indirizzata a tutti i Direttori Generali, si invitava al rispetto del programma operativo 2013-2015 (Dca 84/2013 e 113/2013) che prevedeva, per l'anno 2014, l'abbattimento del 10% della spesa sostenuta nell'anno 2000 nuove per il lavoro flessibile e la contestuale attivazione delle procedure concorsuali per ricoprire i posti vacanti con personale a tempo indeterminato al fine di garantire l'erogazione dei Lea. Nell'anno 2014 la Asl di Chieti non ha rispettato tale obbligo, ma ha aumentato la correlata spesa di 3,177 milioni procedendo, tra l'altro, al conferimento o rinnovo di incarichi, ex art.15 septies del D.Lgs 502/92, sottoscrivendo perfino contratti per Unità Complesse espressamente vietati dalla legge 135/2012».

La contestazione di illecito disciplinare e responsabilità erariale non sono di iniziativa regionale ma sono previste dall'art.9, coma 28, del D.L. 78/2010».

IL CASO DELLE PROROGHE. «In relazione alla proroga dei contratti va notato che, pur prendendo atto che per diversi di ieri si sono state poi effettuate le prescritte gare di appalto, quelli prorogati, Per la loro entità economica, non possono essere considerati come marginali e, pertanto, trascurabili. Peraltro lo stesso Mef non li considera affatto tali!

È sufficiente ricordare quelle dei laboratori di analisi e quella della ristorazione, il cui bando è stato pubblicato pochi giorni fa, dopo 19 anni di proroghe! Come è evidente, dunque, non era possibile considerare gli eventi che nei fatti hanno rallentato il processo valutativo come marginali e trascurabili, fino a quando non fossero sopravvenute le sue controdeduzioni e spiegazioni. Sara, quindi, trasmessa alla Giunta regionale per la Deliberazione di competenza, su iniziativa dell'Assessorato al ramo, la sua richiesta di formalizzare le valutazioni tecniche di cui all'art.3 bis del D.Lgs 502/92 a suo tempo effettuate dai competenti Uffici. Distinti Saluti, Luciano D'Alfonso».