D’Alfonso diffida il ministro dell’Ambiente

6 Gennaio 2018

Sott’accusa la mancata nomina di un rappresentante regionale al Via che valuterà il progetto di Bomba

BOMBA. Il presidente della giunta regionale Luciano D’Alfonso ha inviato una diffida al ministro Gian Luca Galletti per la mancata nomina del rappresentante della Regione Abruzzo nella commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale Via-Vas, istituita presso il ministero dell’Ambiente. Commissione tecnica che sarà chiamata a valutare progetti che impattano sulla nostra regione, come quello della Cmi Energia per l’estrazione del gas vicino al lago di Bomba. Da tre mesi l’amministrazione regionale attende la nomina di Francesco Chiavaroli, in sostituzione di Cristina Gerardis. Da qui la diffida di D’Alfonso al ministro Galletti, inviata anche ai prefetti e alle Procure di Roma e Pescara, affinché la nomina sia formalizzata «al fine», scrive il governatore, «di consentire la legittima rappresentanza degli interessi ambientali di cui questa amministrazione è ente esponenziale e l'efficace salvaguardia degli stessi ad opera di chi ha la conoscenza e l’esperienza necessarie in relazione alle diverse problematiche riferibili al territorio e al mare di questa regione ed attinte dagli interventi progettuali ricadenti in ambito abruzzese». Nel Sangro incombe una data: il 24 gennaio, ovvero il termine per inviare le osservazioni al progetto della Cmi, a cui lo stesso ministero dell’Ambiente ha riaperto una porta chiedendo, irritualmente, nuove integrazioni dopo una prima bocciatura.
Dell’argomento si è parlato giovedì, a Bomba, in un’affollata assemblea pubblica convocata dal comitato di cittadini Gestione partecipata del territorio (che già una volta si è opposto al progetto, presentato però dalla Forest), Legambiente e Wwf. Assemblea a cui ha partecipato lo stesso D’Alfonso, preannunciando la diffida al ministro. Nell’incontro sono stati sottoposti due documenti da sottoscrivere a Regione, Provincia e Comuni: uno per chiedere al ministro Galletti di esprimere parere contrario alla Via, l’altro indirizzato al ministero dello Sviluppo economico. «Con questo documento», spiega Massimo Colonna del comitato Gestione partecipata, «chiediamo al Mise di ritirare il giacimento di Bomba dal mercato, di dichiararlo una volta per tutte non sfruttabile. Al ministro Galletti invieremo una lettera per segnalare alcune anomalie nella richiesta di integrazioni alla Cmi». (s.so.)
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