D’Alfonso va avanti col progetto «Il no della Asl non significa nulla»

Il presidente della Regione spiega in un decalogo in cosa consiste il piano del gruppo Maltauro Ma per Sinistra Italiana l’iniziativa avvantaggia nettamente il privato nei confronti del pubblico
CHIETI. Il presidente della Regione Luciano D’Alfonso va avanti sul project financing per il nuovo ospedale nonostante i pareri contrari dei funzionari Asl. Il giorno dopo aver ricevuto una plico di documenti, uno più negativo dell’altro, inviato da direttore generale Asl Pasquale Flacco, D’Alfonso pubblica il suo decalogo sulla proposta presentata dall’associazione di imprese che fa capo all’Icm (Impresa costruzioni Maltauro).
Dieci domande con altrettante risposte per far capire in cosa consiste l’operazione che la Regione vuole fare per dare a Chieti un nuovo ospedale.
La prima domanda riguarda i tempi.
Quando è stato presentato il project? «La proposta è stata ricevuta dalla Regione il 4 aprile del 2014. La proposta viene poi aggiornata e trasmessa alla Asl il 12 luglio del 2016».
Che cosa prevede il project? «La soluzione progettuale proposta prevede la realizzazione di nuovi edifici e la ristrutturazione di alcuni esistenti: 9.705 sono i metri quadri da ristrutturare, 64.362 quelli delle nuove costruzioni».
Quali servizi vengono dati in gestione al privato? «Sono quelli di manutenzione opere edili, aree verdi, impianti, lavanolo, pulizia, ristorazione, logistica, assistenza e manutenzione tecnica relativa alle apparecchiature medicali, gestione dei laboratori di biochimica, gestione tecnica ed amministrativa di radiologia e medicina nucleare, servizi di facility management, fornitura arredi, fornitura attrezzature medicali».
In quanto tempo verrà edificato il nuovo ospedale? «Cinque anni e mezzo».
Quanto costerà il progetto alla Regione? «Il costo complessivo dell’investimento sostenuto dalla società è pari a 251.024.000 euro. Per quanto concerne la gestione dei servizi afferenti l’esercizio ospedaliero, attualmente la Asl spende 50.766.451 milioni all’anno; il proponente prevede di ridurre questa voce a 42.319.558 euro».
Chi ha presentato il progetto sarà necessariamente l’esecutore dello stesso? «No. La proposta è soggetta alla procedura di evidenza pubblica (gara d’appalto), al cui esito, gli importi e/o la durata della convenzione potrebbero essere anche drasticamente ridimensionati».
E’ vero, come sostengono le opposizioni, che il progetto favorisce solo il privato? «La realizzazione degli interventi previsti nel Progetto di fattibilità tecnico-economica, quando sottomessi ad una rigorosa procedura di esame in fase istruttoria e di gara, andrà a rappresentare il perfetto equilibrio di interessi tra il realizzatore ed il beneficiario. L’Anac ha avviato una procedura di vigilanza sulla vicenda a seguito di un esposto del M5S».
E’ vero che la procedura blocca tutto l’iter? «No. La procedura può essere tranquillamente continuata».
E’ possibile, come sostiene il M5S, che la Asl proceda autonomamente alla costruzione del nuovo ospedale mediante il ricorso alla Cassa depositi e prestiti? «In linea ipotetica sarebbe possibile a condizione che la Asl e la Regione abbiano una capacità di indebitamento di circa 17.000.000/anno per un periodo di 20 anni, condizione che al momento non è praticabile. 10». Sono possibili soluzioni alternative al project financing, ad esempio la messa in sicurezza sismica degli edifici attuali o l’utilizzo di sedi alternative? «La messa in sicurezza richiederebbe tempi, costi e intralci all’attività ospedaliera tali da rendere l’intervento più oneroso rispetto ad una iniziativa che preveda la realizzazione a blocchi del nuovo polo ospedaliero».
Il decalogo dalfonsiano non convince le opposizioni. Sinistra Italiana ribadisce la propria netta contrarietà al project con la posizione della segretaria provinciale Marisa D’Alfonso, del consigliere comunale Enrico Raimondi e del segretario regionale Daniele Licheri. Ad aprile scorso Raimondi fece approvare in consiglio comunale una mozione in cui si chiede l'immediato stop al progetto. Secondo Si «la finanza di progetto nel campo dell'edilizia sanitaria è un procedimento che scarica il rischio di impresa sul committente pubblico e si sottrae alle regole dei pubblici appalti finendo per aggravare il debito pubblico di per sé ponderoso». (a.i.)

