D’Alterio: «Chiarezza sul camping Sangro»
TORINO DI SANGRO. Voglia di chiarezza e richiesta di certezze. È quanto il consigliere comunale Nicola D’Alterio chiede all’amministrazione in merito alla gestione del Camping Sangro. «Il campeggio...
TORINO DI SANGRO. Voglia di chiarezza e richiesta di certezze. È quanto il consigliere comunale Nicola D’Alterio chiede all’amministrazione in merito alla gestione del Camping Sangro.
«Il campeggio Sangro», spiega D’Alterio, «fu un’intuizione di alcuni amministratori degli anni ’60 che immaginarono un sviluppo turistico della Lecceta presente nel territorio del nostro comune, destinando 2,5 ettari del bosco alla realizzazione di un campeggio. La struttura da allora è statA data in gestione a diversi imprenditori del settore turistico». D’Alterio traccia, quindi, la cronistoria.
«Nel 2007 attraverso la cessione di un ramo d’azienda, la ditta Sarni Carmine ha ceduto il campeggio ad un’altra società. Nel 2010, allo scadere del contratto, il Comune di Torino di Sangro ha riaffidato senza nessuna evidenza pubblica la gestione del suddetto compeggio alla stessa società per 14mila euro di canone annuo, sostenendo che la ditta aveva effettuato dei lavori nella struttura, di cui però non vi è traccia documentale e soprattutto nessuna preventiva richiesta in municipio, tantomeno nessuna necessaria preventiva autorizzazione. Tramite una mia interrogazione in consiglio comunale», prosegue il consigliere, «sono venuto a conoscenza che quella società, dal 2010 ad oggi, non ha mai pagato il canone, tranne per una rata di 7mila euro, accumulando un debito di circa 60mila euro con il Comune nell’indifferenza dei nostri amministratori. Oggi, in quel campeggio che doveva essere secondo i lungimiranti amministratori degli anni ’60 un piccolo volano per l’economia locale, sono ospitati decine di immigrati. Qual è il suo futuro?». (p.c.)
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