D’Annunzio, dati choc E’ terz’ultima di 61 Atenei

3 Novembre 2015

Il Miur: iscritti in caduta libera all’Università di Chieti-Pescara, perso il 36% Lo sfogo del senatore accademico De Carolis: la debacle è inarrestabile

CHIETI. È un meno 36% netto la cifra che in percentuale l’università “Gabriele d’Annunzio” perde nel confronto tra le immatricolazioni dell’anno accademico 2014-2015 e quelle del 2011. In termini assoluti vuol dire che l’ateneo teatino-pescarese perde 3.955 studenti in pochi anni e quello che fa più impressione è che scende al terzultimo posto tra tutte le università italiane come capacità attrattiva di nuovi studenti. Terzultima su 61 università. Peggio hanno fatto solo Parma (che perde il 36,1%) e Reggio Calabria che guida la speciale classifica con il 40% di immatricolazioni in meno. L’ateneo con più capacità attrattiva di nuovi immatricolati è invece l’università per stranieri di Siena, seguita dall’ateneo dell’Insubria che ha sede a Como e Varese e dall’Orientale di Napoli. I dati arrivano da uno studio sulla dinamica delle immatricolazioni del Sole 24 Ore, che ha elaborato cifre di provenienza Miur e Anagrafe degli studenti. La “d’Annunzio” appare in “caduta libera”, come sottolinea in maniera polemica il segretario generale della Csa Cisal, Goffredo De Carolis, che torna ad attaccare la dirigenza universitaria. «La battaglia alla quale ci costringe il vertice della "d'Annunzio" da quando, a luglio 2014, il direttore generale ci ha congelato una parte consistente dello stipendio non ci fa perdere di vista gli altri problemi e le carenze di governo e di gestione dell'ateneo», scrive De Carolis, appena rieletto anche in Senato accademico, «proprio sabato scorso abbiamo distribuito un volantino di denuncia sulla mancanza di una politica universitaria e poca attenzione per gli studenti». De Carolis richiama anche l’intervento che il suo sindacato fece nel mese di luglio quando, sempre a seguito di un articolo apparso su Il Sole 24 Ore su una classifica di atenei che vedeva penalizzata la "d'Annunzio", aveva fatto un appello per discutere un "piano di salvezza". Appello tranquillamente ignorato. «Nel silenzio ormai granitico del rettore e nell'apparente indifferenza del corpo docente, o comunque della sua stragrande maggioranza», continua De Carolis, «la caduta della nostra università continua inarrestabile. Il Sole di oggi pubblica i dati Miur-Anagrafe degli studenti ed è a tutti evidente ciò che noi già sapevamo: le immatricolazioni dell'anno accademico 2014/15 erano scese di una percentuale altissima rispetto agli anni precedenti classificandoci penultima nell'elenco dei 61 atenei rilevati». Il sindacalista torna a invocare un confronto: «Quale altro dato volete per aprire finalmente un confronto e discutere della vita della nostra Università? É sempre più urgente», conclude, «intervenire concretamente». De Carolis chiude l’intervento chiedendo quando saranno pubblici i dati sulle immatricolazioni dell’attuale anno accademico 2015-2016. (a.i.)