D’Elisa, cancellato il processo

Per la morte di Roberta non ci saranno mai colpevoli dopo l’omicidio di Italo
VASTO. Ci sono momenti in cui il silenzio parla più di molte parole. Il silenzio con cui ieri mattina Nicola Smargiassi, il padre di Roberta, la giovane donna morta il primo luglio dello scorso anno dopo essere stata investita dall’auto guidata da Italo D’Elisa, ha seguito il processo a carico di quest’ultimo, è stato più eloquente di tante dichiarazioni. Il suo silenzio ha raccontato un dolore senza fine per una morte ingiusta e improvvisa. Una perdita che nessuno e niente potranno mai risarcire. Lo stesso silenzio osservato dalla moglie Silvana e dai figli Michele e Simone. Hanno taciuto quando il pubblico ministero Giampiero Di Florio ha chiesto l’estinzione del processo per la morte dell’imputato e quando il giudice Italo Radoccia pochi minuti prima di mezzogiorno ha letto il dispositivo.
«Non hanno più la forza di parlare», dice l’avvocato Nicola Molino che assiste uno dei fratelli di Roberta. Le uniche parole Nicola Smargiassi le ha pronunciate prima di entrare in aula fra sè e sè: «Non avrò più giustizia». Una frase che l’uomo aveva già pronunciato subito dopo l’omicidio di Italo D’Elisa, il primo febbraio, per mano del genero. E ora c’è anche il dolore per Fabio Di Lello, che ha ucciso per troppo amore. Non era questa la giustizia invocata dalla famiglia Smargiassi. I familiari di Roberta sono disperati per le condizioni in cui è Di Lello e per quello che lo aspetta. Gli avvocati di Fabio hanno chiesto per il loro assistito la consulenza di uno psichiatra. Ieri mattina in aula c’era anche l’avvocato dei genitori di Fabio Di Lello, Pierpaolo Andreoni. Nicola e Simone Smargiassi erano rappresentati dall’avvocato Giovanni Cerella. A rappresentare Italo D’Elisa c’era, invece, l’avvocato Pompeo Del Re. La famiglia D’Elisa non era presente. Essendo la responsabilità penale dell’omicidio stradale personale, il processo penale si è estinto. Ora la vicenda passerà in mano ai periti che rimetteranno le risultanze degli accertamenti nelle mani delle assicurazioni alle quali spetterà eventualmente liquidare i danni. (p.c.)
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