D’Orsogna: «Difendiamo la nostra costa»

La docente torna in Abruzzo dopo le battaglie contro Ombrina: «Il turismo del futuro è nella natura»
FOSSACESIA . La lancianese Maria Rita D’Orsogna, docente all’università di Los Angeles e da sempre in prima linea sui temi ambientali, è ritornata in Italia nella sua città dopo oltre due anni di assenza a causa delle restrizioni imposte dall’emergenza Covid.
La docente ha voluto passeggiare lungo la Via Verde della Costa dei trabocchi per ammirarne il continuo sviluppo e goderne della bellezza. È stata un’occasione per farla tornare indietro nel tempo, con ricordi per le battaglie intraprese in difesa dell’ambiente, di cui una grande paladina. «Che bello vedere il suggestivo litorale, la maestosità dei trabocchi, le spiaggette, i panorami mozzafiato», dichiara D’Orsogna. «Ho notato con piacere lungo la costa teatina, il sorgere di attività di supporto al ciclismo, alle avventure naturalistiche e spero che le nuove amministrazioni in tutto l’Abruzzo sappiano fare tesoro del nostro ambiente, proteggendolo ed evitando il cemento. Il turismo del futuro è nella natura e nella riscoperta delle tradizioni. Lo sviluppo della Costa dei trabocchi mi ha estasiata e mi chiedo cosa sarebbe stato tutto questo con la presenza, a 6 chilometri dalla costa, di una piattaforma petrolifera ed una raffineria galleggiante».
Il riferimento è alla piattaforma Ombrina: «La vicenda ha ancora degli strascichi», dice D’Orsogna. «Non ci saranno trivelle in mare, tuttavia la ditta proponente (la Rockhopper Exploration) chiede un risarcimento per la mancata realizzazione di Ombrina tramite l’Energy charter treaty, un trattato che l’Italia aveva sottoscritto ma da cui è uscito nel 2016. Tuttavia la legge prevede che si è soggetti alle regole del trattato stesso fino a 20 anni dopo l’uscita».
Cosa le è rimasto di Ombrina e del Centro oli? «Sono stati anni intensissimi e ho conosciuto tante persone. Con molte di loro sono nate amicizie indissolubili, abbiamo lavorato in modo quasi eroico, scovando carte e scrivendo le osservazioni da parte dei cittadini». E alla domanda su cosa si possa fare nel concreto a favore dell’ambiente e contro i cambiamenti climatici, D’Orsogna afferma: «La risposta è semplice, tutti possono piantare un albero ed avere cura del verde vicino le proprie case. Sarà banale, ma se lo facessimo tutti sarebbe davvero un enorme passo in avanti. Un albero sano contribuisce a ridurre anidride carbonica in atmosfera, porta rinfresco, rigenera il terreno, ripara dalle intemperie, fa risparmiare sull’aria condizionata, porta benessere mentale, rende più belle le nostre città e contenti i bimbi che ne possono seguire la crescita».
Linda Caravaggio
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