Da accusatore nel processo è imputato per calunnia

19 Giugno 2022

VASTO. È finito davanti ai giudici del tribunale di Vasto con un pacchetto di accuse gravissime. Ad accusarlo un giovane straniero. In aula però l'avvocato Antonello Cerella, difensore dell'imputato,...

VASTO. È finito davanti ai giudici del tribunale di Vasto con un pacchetto di accuse gravissime. Ad accusarlo un giovane straniero. In aula però l'avvocato Antonello Cerella, difensore dell'imputato, D.D., 34 anni, di Casalbordino, di origine rom, è riuscito a dimostrare che il castello di accuse non aveva alcun fondamento. Messo alle strette, l'accusatore U.D.V., ventenne, anche lui residente a Casalbordino, ha confessato. «Ho denunciato D.D. perché mio padre non voleva lo frequentassi». D.D. è stato assolto dal giudice Stefania Izzi mentre U.D.V. dovrà rispondere di calunnia.
Tutto è cominciato quando il padre di U.D.V. ha sorpreso il figlio con D.D. L'uomo ha sgridato il ragazzo. Il giovane a quel punto ha fatto credere al genitore di essere obbligato a frequentarlo per evitare ritorsioni. D.D. è stato denunciato per minacce e non solo. «Per procurare a sé e ad altri un ingiusto profitto mediante violenza, minacce e aggressioni fisiche costringeva U.D.V a consegnargli 400 euro», recita il capo d'imputazione. La denuncia risale al 2017. Per 5 anni D.D. ha ripetuto di essere innocente. In aula anche diversi testimoni hanno confermato che D.D. non era mai parso un violento. Messo alle strette l'accusatore ha ceduto e ha confessato di avere mentito. Per evitare le punizioni del padre aveva fatto passare D.D. per un violento. Per l'imputato è stata la fine di un incubo. Per l'accusatore invece ci saranno le inevitabili conseguenze giudiziarie. U.D.V. deve rispondere di calunnia. Il reato è punito con la condanna da due a sei anni di reclusione più il risarcimento del danno materiale e psicologico. (p.c.)
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