«Da Chiauci acqua ancora per 15 giorni»

Il commissario del Consorzio di bonifica: l’autonomia sta per finire. In centro storico cede una condotta: chiusa zona Santa Maria
VASTO . Non bastava la mancanza di piogge. Il caldo torrido sta facendo evaporare la poca acqua ancora presente nel Trigno. Il livello della diga di Chiauci si abbassa. Le provviste della Sasi sono ancora più scarse. Il centro storico vive giorni drammatici per la rottura delle condotte e la mancanza di acqua potabile.
CENTRO STORICO. Dai rubinetti esce sempre meno acqua, mentre il sottosuolo si allaga e crea cedimenti nelle strade. Ieri è stato istituito il divieto di transito e sosta in via Santa Maria, via delle Cisterne e piazza del Tomolo a causa del rischio del cedimento del manto stradale. «Nella zona», dichiara l’assessore Luigi Marcello, «si è verificato il cedimento di una condotta sotterranea. Dopo la riparazione i tecnici del settore Lavori pubblici hanno suggerito la chiusura veicolare al traffico. La situazione sarà monitorata costantemente in attesa di redigere un piano d’intervento. Intanto si stanno cercando soluzioni per i parcheggi riservati ai residenti. Chiediamo scusa ai cittadini per il disagio».
DIGA DI CHIAUCI. E la diga si prosciuga. «Attualmente forniamo 750 litri al secondo ma l’autonomia durerà al massimo 15 giorni», dice il commissario del Consorzio di bonifica Franco Amicone, al termine del summit convocato ieri per gestire l’emergenza. Approfittando della chiusura per ferie di molte fabbriche, parte dell’acqua destinata alle industrie sarà destinata alla popolazione. Agli agricoltori è stato chiesto di ritardare o ridurre al minimo l’innaffiamento delle colture invernali. Il dramma della carenza idrica si ripresenta ogni anno insieme alla cosiddetta “guerra dell’acqua”, investendo in estate l’intero territorio. «Proprio oggi (ieri per chi legge, mdc) ho ricevuto dal Ministero l’autorizzazione a realizzare le paratoie che permetteranno di raddoppiare la quantità d’acqua dell’invaso», annuncia Amicone. Fino a quando non saranno eseguiti i lavori è necessaria la concertazione tra i vari enti interessati. In questo periodo, viste le criticità, saranno messe in atto tutte le azioni di controllo e vigilanza utili a contrastare gli usi impropri della risorsa idrica. I sindaci del territorio hanno ribadito di avere bisogno di garantire la fornitura necessaria d’acqua sia alle utenze domestiche (per non creare disagi ai cittadini e non scoraggiare la presenza turistica) che alle industrie e all’agricoltura per tutelare l’apparato produttivo.
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