Da Chieti a Roma per il Family day

Di Primio, Di Stefano e gli assessori al Circo Massimo. Il sindaco risponde all’Arcigay
CHIETI. Due pullman partiti da Chieti e provincia organizzati da Forza Italia a cui si aggiungono decine di mezzi privati. La presenza teatina al Family Day che è andato in scena ieri a Roma è stata massiccia.
Il sindaco Umberto Di Primio ha raggiunto la capitale in macchina accompagnato dal consigliere di Fratelli d’Italia Marco Di Paolo e da Stefano Di Renzo, coordinatore cittadino di Ncd. Nutrita la rappresentanza di Forza Italia che ha allestito due autobus. Uno è partito da Chieti con a bordo diversi big di Forza Italia a partire dall’onorevole Fabrizio Di Stefano, dall’assessore all’urbanistica Mario Colantonio e dalla collega di giunta delegata alle politiche sociali Emilia De Matteo. Tutti gli esponenti teatini di Forza Italia e del centro destra si sono radunati dietro lo striscione con su scritto “L’Abruzzo c’è.” Soddisfatto Di Stefano. «Ancora una volta Chieti e la sua provincia sono stati protagonisti in una manifestazione voluta con tenacia da Forza Italia per ribadire- afferma- la sacralità della famiglia tradizionale nella nostra società. Un valore che intendiamo salvaguardare con ogni sforzo e l’enorme partecipazione popolare registrata conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che la gente è dalla nostra parte».
Il sindaco, in prima fila al Family Day in qualità di vice presidente nazionale dell’Anci nonché di promotore di una serie di eventi di supporto alla grande giornata di mobilitazione che si è svolta nella Capitale, ha affidato i suoi pensieri alla pagina personale di facebook rispondendo alle accuse di omofobia mosse dall’Arcigay. «Se dire sì ai diritti per le unioni civili, no al matrimonio gay, no all’adozione in una coppia omosessuale, no all’utero in affitto, vuol dire essere omofobo, allora sono omofobo. Forse quelli dell’arcigay- tuona- dovrebbero ripassare il significato dei termini tolleranza e discriminazione. Orgogliosamente ritengo che la famiglia è quella fatta da un uomo ed una donna. Libero io di pensarla così, liberi coloro che la pensano diversamente».
Poi un cenno all’evento cittadino organizzato dall’Arcigay a favore del decreto legge Cirinnà. «Così come non ho commentato, parlando di “fango”, la manifestazione di chi è per la Cirinnà, a Chieti nemmeno un paio di decine di persone, vorrei che chi non è d’accordo con il Family Day- chiosa Di Primio- facesse lo stesso». (j.o.)

