Da Chieti parte il progetto-pilota: «Una giustizia più vicina ai fragili»

5 Marzo 2022

Ecco una guida per gestire le procedure di “amministrazione di sostegno”, arrivate a quota 800 La presidente della Corte d’Appello: condivideremo questa esperienza in tutto il distretto abruzzese

CHIETI. Una giustizia più vicina alle persone fragili. Parte dal Tribunale di Chieti, presieduto da Guido Campli, un progetto pilota che – come annunciato da Fabrizia Francabandera, presidente della Corte d’Appello dell’Aquila – sarà condiviso in tutto il distretto abruzzese. È stata presentata ieri mattina la “Guida all’amministrazione di sostegno”, realizzata dall’ufficio del giudice tutelare Diana Genovese con il contributo dell’Ordine degli avvocati. Il senso della pubblicazione è riassunto nella prefazione: «È un segnale di grande attenzione per un mondo, quello delle persone fragili, che, per le loro piccole o grandi “ombre”, non solo non sono in grado di dare piena esecuzione alle quotidiane impellenze che investono ciascuno di noi e che, comunemente definite di ordine “burocratico”, nella sostanza connotano l’agire giuridico di ciascun cittadino ma anche e soprattutto non sono in grado di dare forma e sostanza ai propri desideri e alle proprie scelte di vita». Nel solo territorio di competenza del Tribunale teatino, sono circa 800 le procedure attive tra tutele e amministrazioni di sostegno, ovvero «l’istituto introdotto per la tutela dei soggetti che, per effetto di un’infermità o di una menomazione fisica o psichica, si trovano nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi».
IL PRESIDENTE CAMPLI
«Quando abbiamo fissato la data del 4 marzo per questa presentazione», dice il presidente Campli, riferendosi alla guerra in Ucraina, «non avremmo mai immaginato che le persone fragili potessimo essere tutti noi cittadini europei. “Fragile” è un vocabolo che abbiamo sentito ripetere tante volte: in precedenza, forse per egoismo, non ci siamo accorti che avevamo una persona fragile dietro la porta, il nostro vicino di casa. E adesso il nostro vicino di casa bussa alla porta, purtroppo, insieme a tanti altri. Nel nostro piccolo, dobbiamo continuare ad agire con lo spirito di sempre: quello di aiutare le persone».
LA GUIDA
La pubblicazione, disponibile anche sul sito www.tribunale.chieti.giustizia.it, «cerca di dare un ordine sistematico-normativo e ideale insieme per supportare in modo concreto la storia quotidiana delle persone fragili. Si vuole raggiungere lo scopo prestando ogni necessaria attenzione alla persona, al fine di poterla mettere al centro di una rete di intrecci, di relazioni sociali e istituzionali e creare così un sistema tale per cui giudici, avvocati, medici, psichiatri, psicologi, assistenti sociali, amministratori pubblici e, non da ultimo, cittadini, con il loro impegno possano effettivamente garantire non un mero supporto, ma un costante e sapiente apporto in favore della fragilità».
«PRASSI DA CONDIVIDERE»
«Iniziative come questa», aggiunge Fabrizia Francabandera, alla presenza anche del procuratore Lucia Anna Campo e del pm Giuseppe Falasca, «ci rendono orgogliosi di essere magistrati. Questo è un prodotto delle intelligenze e delle capacità delle donne, e sono doppiamente orgogliosa. Siamo in un momento particolare: le società complesse creano maggiori fragilità. Avere professionisti capaci di fare sinergia è una garanzia per le persone fragili e per le numerose associazioni di volontariato. Curerò la diffusione della bellissima prassi instaurata a Chieti in tutto il distretto. Ho fiducia che da questa esperienza possa nascere un percorso virtuoso che faciliti nel nostro territorio, che ha tante fragilità anche nei piccoli centri, l’avvicinamento tra la legge e le persone. In tale contesto, si inseriscono gli uffici di prossimità, finanziati a livello europeo: vanno valorizzati perché sono lo sportello sul territorio della struttura centralizzata». Secondo l’avvocato Goffredo Tatozzi, presidente dell’Ordine forense, «si è avuta la dimostrazione pratica di come l’interlocuzione e la collaborazione tra il Tribunale e l’Ordine possa portare risultati ottimali».