Da Chieti parte la rivolta dei commercialisti

4 Ottobre 2019

In 1.500 si riuniscono in città, secco no al Daspo voluto dai pentastellati: al via una raccolta di firme

CHIETI. Crisi d’impresa, ma anche il punto sulla protesta per gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa) e ora l’idea del Movimento 5 Stelle di «sospendere temporaneamente o definitivamente l’attività di un professionista abilitato, in caso di certificazione di crediti tributari inesistenti» da includere nella manovra economica. «Una specie di Daspo», commenta Daniele Virgillito, presidente del sindacato Unione giovani commercialisti (Ungdcec) durante il suo convegno annuale sulla crisi d’impresa, che si svolge alla Camera di Commercio di Chieti fra oggi e sabato 5 ottobre.
«Mancava solo che fossimo equiparati ai teppisti da stadio e considerati una sorta di ultras dell’evasione», protesta Virgillito. «L’avvocato del popolo criminalizza l’intera categoria dei commercialisti, proponendo una sospensione dalla nostra attività, con il subdolo obiettivo di recuperare sette miliardi per disinnescare l’aumento dell’Iva, anche se ora sembra che la nostra indignazione si sia fatta sentire tanto forte che il governo sta già facendo marcia indietro. Ormai siamo ridotti ad agenti dello Stato pagati dai clienti: a questo punto non ci resta che fare parcella all’Agenzia delle Entrate», dice provocatorio Virgillito, invitando dal palco gli oltre 1.500 professionisti accorsi da tutta Italia «a raccogliere le firme per una class action».
Sono molti e scottanti i temi all’ordine del giorno sul tavolo dell’incontro che ha il patrocinio di Regione Abruzzo e Comune di Chieti, del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e dell’Universitas Mercatorum. Al centro del dibattito la professione del commercialista alla luce della riforma della legge fallimentare per la tutela della continuità aziendale, in base al decreto legislativo numero 14 del 2019, in vigore dal prossimo 15 agosto.
All’incontro erano presenti anche Ylenja Lucaselli, deputato FdI e componente della V commissione (Bilancio, tesoro e Programmazione) della Camera, l’arcivescovo Bruno Forte, Massimo Miani (presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei commercialisti), Antonio Di Donna (a.d. GenerAzioni), Antonino Pasquale La Malfa (presidente sezione fallimentare del Tribunale di Roma), Stefano Ambrosini (professore di Diritto commerciale) e Amedeo Di Pretoro, presidente comitato organizzatore Ugdcec di Chieti.