Da dieci a 73 euro l’ora Febo grida allo scandalo

14 Marzo 2016

Stadio, Comune sott’accusa per il maxi aumento alle società di atletica Anche Marzoli scende in campo: così si rischia di far morire lo sport teatino

CHIETI. Da 10 a 73 euro all’ora: come mettere in ginocchio le società di atletica che, in generale, già fanno fatica a tirare avanti. Il Comune, però, non sembra intenzionato a fare passi indietro: deve recuperare 70 mila euro di canoni pregressi per l’utilizzo dello stadio Angelini e chiede il conto alle nove società, di cui sei teatine, che ne fanno uso.

E così adesso allenarsi allo stadio per un’ora costerà 73 euro. Non sorprende, dunque, che le società di atletica abbiano già sospeso gli allenamenti in segno di protesta. E a protestare è anche la politica che si fa sentire con due consiglieri comunali d’opposizione, Alessandro Marzoli (Pd) che conosce bene il settore sportivo perché ci lavora, e Luigi Febo (Pd, capogruppo lista civica Chieti per Chieti). Marzoli fa un excursus sulla gestione delle strutture sportive della città a tutto tondo, Febo si ferma alla sola pista d’atletica. Critiche ma anche proposte.

ATLETICA A RISCHIO. «A Chieti la regina dello sport, l’atletica leggera, rischia di scomparire», denuncia Febo che non manca di sottolineare lo stridere tra l’immagine di un «sindaco che premia gli atleti teatini per i risultati ottenuti con quella del suo assessore che li mette invece alla porta». «Il Comune faccia un passo indietro», auspica il consigliere, «annulli la delibera che fissa tariffe che fanno scappare gli atleti dallo stadio Angelini e annulli la richiesta delle somme pregresse. E non solo: stralci dalla gara per la gestione dello stadio, la gestione e le tariffe della pista di atletica».

Su questi temi è già pronto un ordine del giorno sottoscritto anche dal capogruppo consiliare del Pd Chiara Zappalorto. «La richiesta di migliaia di euro di arretrati che fa riferimento ad una delibera a cui non si è mai dato seguito con stipule di convenzioni che stabilissero le condizioni di utilizzo e modalità di pagamento», conclude Febo, «è per noi illegittima. Su quali basi, chiediamo, sono state calcolate le somme richieste alle associazioni sportive? In mancanza di una convenzione e di rilevazione delle presenze o di monitoraggio, come ha potuto il Comune stabilire e verificare il numero delle atleti, le ore, e le società di appartenenza». Ultima annotazione del consigliere: a Pescara, da marzo 2015 le società di atletica leggera pagano 15 euro ad ora, a Vicenza (candidata a Città Europea dello Sport per il 2017) per gli atleti tesserati a società di atletica leggera affiliate Fidal o ad enti di promozione sportiva il costo è di 15 euro l'anno per l’acquisto della tessera di ingresso.

GESTIONE NEL CAOS. Per Alessandro Marzoli la gestione dello sport in città è nel caos: «Da mesi», dice, «senza che né il consiglio né la commissione sport, né soprattutto i cittadini di Chieti siano mai stati informati, si procede in maniera disastrosa alla gestione dell'affidamento delle strutture sportive cittadine». A partire dalla piscina comunale, per cui Marzoli chiede che «si faccia definitivamente chiarezza sulla situazione economica, sull'entità dei lavori effettuati e sul futuro della gestione. Senza regali né altre perdite di tempo e nel rispetto di tutti perché la Città non può permettersi la chiusura della piscina». Per continuare con il Palatricalle per il quale il consigliere dice di voler presentare un “regolamento vero” per l'affidamento degli spazi delle palestre di proprietà comunale. Per arrivare infine allo stadio Angelini, per il quale Marzoli chiede una maggiore apertura e propensione al dialogo con le società di atletica.

«Si ascoltino con attenzione le richieste delle società di atletica. Aiutare e sostenere le società di atletica non vuol dire non chiedere il rispetto degli impegni, ma è assurdo alzare le tariffe in maniera così spropositata come pensato dall'assessore allo sport».

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