Da eroe del virus a part-time: «Voglio la certezza del lavoro»

VASTO. Rischia di restare disoccupato dopo aver vissuto in prima linea l'emergenza aiutando centinaia di malati. Andrea Aquilano, 45 anni, operatore socio sanitario in servizio all’ospedale San Pio,...
VASTO. Rischia di restare disoccupato dopo aver vissuto in prima linea l'emergenza aiutando centinaia di malati. Andrea Aquilano, 45 anni, operatore socio sanitario in servizio all’ospedale San Pio, è disperato e ha deciso di raccontare la sua odissea. Per due anni è rimasto in prima linea per curare i pazienti contagiati dal Covid. Ha trascorso mesi coperto dallo scafandro a cercare di aiutare i malati. Lui stesso è stato contagiato e ha contagiato i familiari. Il 16 novembre scorso, negativizzato ha partecipato al concorso della Asl di Teramo per gli operatori socio sanitari e non lo ha superato. «Ero assunto a tempo indeterminato in una cooperativa», dice Aquilano. «Ho lavorato in ospedale durante 3 ondate di Covid perché amo questo lavoro. Non ho mai percepito extra. Poi ho partecipato al concorso e non ho vinto».
Ad aprile 2022 però lui e i colleghi che sono stati sulle barricate durante la pandemia potrebbero trovarsi senza lavoro. Andrea si è visto costretto a licenziarsi dalla cooperativa in seguito a un accordo siglato dalla cooperativa e da un'agenzia interinale. Dal 17 gennaio ha iniziato a lavorare per l'agenzia interinale con un contratto part-time di 16 ore settimanali. «Le assunzioni ad aprile terranno conto della graduatoria del concorso. Non voglio essere chiamato eroe, vorrei la certezza del lavoro». (p.c.)
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