Da ieri porte chiuse in procura

15 Novembre 2014

La fuga di notizie innescata da un indagato Ecoesse fa scattare il divieto

CHIETI. Una fuga di notizie innesca il divieto d’ingresso libero alla procura della Repubblica di Chieti. Da ieri sono scattati controlli preventivi che riguardano principalmente i giornalisti. Per poter incontrare il magistrato di turno o il procuratore capo che coordina l’ufficio occorre telefonare a un numero fisso, quindi prendere appuntamento comunicando il motivo della visita. E dall’altra parte fissano giorno e ora in cui potrà avvenire. E’ un giro di vite che non ha precedenti nella procura teatina nota per la sua proverbiale trasparenza in tema di comunicazione sempre nel rispetto del segreto istruttorio e del diritto di cronaca. Ma da ieri non è più così. A determinare il divieto sarebbe stata una fuga di notizie riferita alla delicatissima inchiesta sull’Ecoesse, la società in liquidazione che gestiva le strisce blu a Chieti e che ora si ritrova sull’orlo del crac. La procura ha delegato la Guardia di Finanza ad acquisire i documenti che potrebbero dimostrare la bancarotta per distrazione. Ma la notizia del blitz diffusa da un indagato fa chiudere le porte della procura.